11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 08:07:16

Cronaca

Centrale termoelettrica, via libera al raddoppio

La decisione del Consiglio di Stato


Via libera dal Consiglio
di Stato al raddoppio
della centrale termoelettrica
alimentata a cdr in provincia
di Taranto.

Con sentenza depositata l’altra mattina la Quinta Sezione del
Consiglio di Stato, accogliendo
le tesi della società Appia
Energy, difesa dagli avvocati
Pietro Quinto e Luigi Quinto,
ha definitivamente annullato
il provvedimento della Provincia
di Taranto con il quale
era stata revocata l’autorizzazione
al raddoppio, riconoscendo
la piena legittimità
dell’iniziativa proposta e la
sua conformità alla disciplina
paesaggistica regionale.

«Il progetto – spiegano i legali
– era stato presentato dalla
società costituta tra il gruppo
Marcegaglia e la Cisa di Massafra
nel febbraio del 2012 e,
a seguito del procedimento
istruttorio, era stato autorizzato
con determina del Dirigente
del Settore Ecologia del
settembre 2012. A distanza di
pochi giorni il provvedimento
era però stato revocato sulla
base di alcuni rilievi mossi
dalla Regione Puglia che
aveva richiesto l’acquisizione
dell’attestazione di compatibilità
paesaggistica da parte
della Giunta Regionale. Ciò
sulla base di una presunta
interferenza dell’intervento
con aree sottoposte a tutela».

La società ha contestato davanti
ai Giudici Amministrativi
il provvedimento di revoca
osservando come «le evidenze
ambientali rilevate dalla Regione
Puglia» fossero in realtà
«inesistenti in fatto».

«Con la sentenza di ieri il Consiglio
di Stato ha evidenziato
come non vi siano contrasti
tra il raddoppio proposto ed
i vincoli di piano risultanti
dalle perizie acquisite nel
corso del processo. A tale
conclusione il Giudice Amministrativo
è pervenuto anche
sulla base di una Consulenza
Tecnica svolta, su incarico
del Consiglio di Stato, dal
Provveditorato delle Opere
Pubbliche della Regione Basilicata
dalla quale è emersa
l’insussistenza del contrasto
con l’area annessa al bosco
e con il parco “Terra delle
Gravine”, in quanto è stato
verificato come i predetti
vincoli rimangano esterni al
perimetro dell’impianto».

L’intervento proposto, che
secondo le intenzioni della
società verrà realizzato in
tempi brevissimi, prevede un
investimento di oltre 50 milioni
di euro ed il raddoppio
della potenza elettrica da 10
a 20 MW.

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