14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

La Svizzera ultima tappa per il miliardo dei Riva

Disco verde della Corte del Jersey. Ora manca solo Losanna


La Corte del Jersey,
isola del Canale della
Manica, ha disposto lo sblocco
dei circa 1,3 miliardi di euro
sequestrati alla famiglia Riva
nel 2013.

Una pronuncia che
di fatto dà il via libera al rientro
della somma in Italia e
al suo utilizzo per la bonifica
ambientale dello stabilimento
Ilva di Taranto. A questo
punto, come nota l’agenzia
Askanews, manca soltanto il
via libera del Tribunale di Losanna
(l’udienza è fissata per
il 31 maggio) per il definitivo
rientro in Italia del denaro
attualmente depositato su un
conto Ubs di Zurigo e destinato
al risanamento ambientale
dell’acciaieria tarantina, così
come previsto dalla legge
ribattezzata “salva Ilva”. E’ la
somma che, secondo i pm di
Milano, Adriano Riva, fratello
del patron dell’Ilva Emilio
(deceduto nel 2014), avrebbe
distratto dalla casse dell’Ilva
e da quelle della capogruppo
Riva Fire e trasferita in alcuni
trust dell’isola di Jersey, paradiso
fiscale nel canale nella
Manica.

Il sequestro del denaro
scattò nel 2013 nell’ambito
dell’inchiesta che vede Adriano
Riva indagato per bancarotta,
truffa ai danni dello
stato e trasferimento fittizio
di beni. Ora, una volta che lo
sblocco verrà confermato dalle
autorità della Svizzera (ma
la pronuncia del Tribunale di
Losanna dovrebbe limitarsi un
passaggio puramente formale)
i circa 1,3 miliardi di euro
saranno messi a disposizione
dei commissari straordinari
dell’Ilva.

Dopodiché l’intero
importo sarà convertito in
obbligazioni da lanciare sul mercato, con il ricavato che
sarà utilizzato per la realizzazione
dell’Autorizzazione
Integrata Ambientale nello
stabilimento siderurgico di
Taranto. Sul fronte penale, la
decisione della Royal Court
del Jersey apre la strada al
patteggiamento per Adriano
Riva e i suoi due nipoti Fabio
e Nicola, accusati soltanto
del reato di bancarotta.
L’86enne ha infatti rinunciato
alla prescrizione del reato di
trasferimento fittizio dei beni
(sarebbe scattata a fine mese)
e presentato ai pm milanesi
Stefano Civardi, Mauro Clerici
e Giordano Baggio una proposta
di patteggiamento che
sarà valutata dal gup Chiara
Valori nell’udienza fissata mercoledì
prossimo, 17 maggio.

In
quell’occasione anche Fabio
e Nicola Riva presenteranno
richiesta di patteggiamento
della pena. Le loro prime
proposte di patteggiamento
erano stata respinte dal gip
Maria Vicidomini “per assoluta
incongruità delle pene concordate
a fronte dell’estrema gravità
dei fatti contestati”. Un
no, quello stabilito dal giudice
milanese il 14 febbraio scorso,
che avrebbe potuto ripercuotersi
negativamente sull’intera
procedura per lo sblocco e
il rientro del denaro in Italia
e dunque mettere a rischio la
riqualificazione ambientale
dell’Ilva e, di conseguenza, il
destino dei lavoratori impiegati
nell’acciaieria di Taranto.

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