Cronaca

Scoppia la guerra degli scrutatori

Partono le grandi manovre per le nomine. Rebus sorteggio


Si avvicina la
tornata elettorale e, come
sempre accade, riaffiorano
le polemiche che ruotano
attorno alla nomina degli
scrutatori.

Complessivamente sono 780
gli scrutatori che saranno
chiamati a comporre i seggi
della città capoluogo, in vista
delle elezioni comunali dell’11
giugno. Una consistente quota
dovrebbe essere destinata
ai consiglieri comunali uscenti
che potrebbero indicare 10
o 12 nominativi. Complessivamente,
quindi, almeno 320
scrutatori saranno “in quota”
Consiglio.

Secondo le voci
che circolano con una certa
insistenza in città, al sindaco
potrebbe essere assegnata
una quota di 200 scrutatori
ripartita tra gli assessori
uscenti e gli uffici comunali.
Ma non è escluso che il primo
cittadino (che peraltro ricopre
l’incarico di presidente della
commissione elettorale) decida di riservare questa quota
al sorteggio. In ogni caso resterebbero
altri 260 scrutatori
da nominare o sorteggiare.
La corsa ai posti nei seggi è
appena cominiciata.
Se molti Comuni d’Italia, ma
anche della provincia jonica,
in passato hanno optato per
il sorteggio integrale, Taranto
è finora rimasta fedele
alla tradizione che indica di
seguire pedissequamente il
manuale di cencelliana memoria:
una quota fissa assegnata
ad ogni consigliere ed
assessore comunale.

Anche
in occasione dell’ultima consultazione
elettorale, in riva
allo Jonio, furono scintille.
Erano i giorni precedenti al
referendum costituzionale del
4 dicembre quando il sindaco
Stefàno decise di azzerare la
Giunta comunale a seguito
del mancato sorteggio degli
scrutatori. Alla fine, però, l’unica
a pagare fu l’ex assessore
Vincenza Vozza, chiamata a
sostituire proprio il sindaco
durante la seduta della commissione
elettorale che prese
in esame i criteri di nomina
degli scrutatori.

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