12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 06:11:00

Cronaca

Pietre d’inciampo della Shoah

Al Castello Muscettola l’iniziativa in occasione della Giornata della Memoria


“Pietre d’inciampo” della Shoah e degli altri genocidi”.

Il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, farà tappa all’istituto commerciale Pitagora e in contemporanea al castello Muscettola di Leporano la manifestazione “Pietre d’inciampo della Shoah“. Una manifestazione curata e organizzata e dalla Pro Loco di Leporano e dal Presidio del Libro di Leporano con il Patrocinio della Regione Puglia e il Patrocinio del Comune di Leporano.

Le “Pietre d’inciampo” racchiudono simbolicamente la Memoria della Shoah e degli altri genocidi, si prende spunto dal Monumento alla Memoria delle vittime dell’olocausto, completato nel 2005 a Berlino e dall’installazione di oltre 56mila targhe di ottone realizzate dall’artista tedesco Gunter Demnig per depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti.

Si inizia alle ore 10 con l’introduzione dei Dirigenti scolastici delle due scuole individuate per la celebrazione della manifestazione: la prof.ssa Nadia Bonucci per l’Ites Pitagora e Grazia De Punzio per l’Istituto Comprensivo Gemelli di Leporano. Al castello Muscettola di Leporano apriranno il dibattito i docenti delle scuole insieme ai rappresentanti del Presidio di Leporano e della ProLoco dello stesso territorio, mentre la prof.ssa Antonella Falcioni, presidente della Proloco di Leporano e del Presidio del Libro, condurrà il dibattito all’Istituto Tecnico Commerc iale P it agora. Ospite della manifestazione sarà il prof. Giuseppe Stea, Presidente dell’Anpi Taranto, che dialogherà con gli alunni sul tema della resistenza e dell’olocausto.

«Si approfondirà la tematica commentando alcuni passi del film “Una volta nella vita“. La storia vera di un gruppo di giovani, musulmani, ebrei o cattolici, ”eredi della memoria”, che nel film raccolgono e fanno proprio il giuramento dei prigionieri sopravvissuti nel campo di Buchenwald, pronunciato nell’aprile 1945, cioè l’impegno a testimoniare e a non permettere la cancellazione del ricordo di quello che è stato e che oggi, nonostante l’affiorare di nuove ideologie di morte, tendiamo troppo spesso a dimenticare, nonostante la sua enormità».

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