Cronaca

Falsi rinnovi di patente: condanne e assoluzione

Definito il processo dinanzi il Gup di Lecce


Falsi rinnovi di
patente: si è definito il processo
dinanzi il gup di Lecce,
dottor Carlo Cazzella, a carico
di quattro imputati che avevano
scelto il rito abbreviato.

Tre condanne a due anni di
reclusione e una assoluzione
perchè il fatto non sussiste
in favore di un tarantino,
noto titolare di una autoscuola,
difeso dall’avvocato
Fausto Soggia. Il processo
è nato da una indagine dei
carabinieri di Manduria che
avevano individuato il rilascio
di patenti, senza esami
e senza requisiti da parte di
un funzionario della Motorizzazione,
tramite autoscuole
e agenzie compiacenti.

Nel
corso dell’udienza hanno patteggiato
altri 50 imputati,
mentre 12 hanno optato per il
rito ordinario, con il processo
che inizierà dinanzi alla II
Sezione Tribunale Taranto il 18 settembre prossimo. Nelle
indagini coordinate dal pm,
dott.ssa Angela Rotondano,
persone residenti a Taranto,
Manduria, Pulsano, San Giorgio
Jonico, Monteparano,
Monteiasi, Sava, San Marzano
e Avetrana. Tutte coinvolte in
un giro di patenti rilasciate
attraverso false attestazioni.
Secondo l’accusa sono stati
effettuati numerosi inserimenti
nel sistema informatico
della Motorizzazione, da
parte di un funzionario finito
sotto accusa, su una serie di
dati falsi relativi al possesso
di patenti estere o rilasciate
da autorità militari convertite
in patenti ordinarie italiane.
Nel corso dell’inchiesta è
venuto a galla il fraudolento
conseguimento o rinnovo di
patenti abilitanti alla guida di
mezzi pesanti o di trasporto
persone a titolo professionale.

I carabinieri hanno
infatti accertato che quattro
persone, vantando il possesso
di titoli di guida conseguiti in
modo illecito, sono entrate in
graduatoria in pubblici concorsi
per autisti di autobus
in aziende municipalizzate.
Alla base del giro illecito il
pagamento di decine di migliaia
di euro. Le tariffe, a
seconda della procedura erano
varie: a partire da 150 euro.Le
indagini dell’Arma di Manduria
sono partite nel 2014 dopo
che i militari hanno fermato
l’auto di un uomo già noto
alle forze dell’ordine più volte
sanzionato per guida senza
patente. Aveva una patente
nuova. Gli investigatori
hanno scoperto attraverso i
registri della Motorizzazione
che il titolo di guida rilasciato
al pregiudicato costituiva la
riconversione della patente
militare che l’intestatario non
aveva mai conseguito.

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