20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Cronaca

San Giorgio diventa la nuova Chinatown


TARANTO- San Giorgio Jonico è la nuova Chinatown, uno dei paesi in cui più si sente l’egemonia del mercato cinese, che ha invaso, non solo l’Italia con la produzione e vendita di prodotti, soprattutto il tessile a basso costo. Su 200 stranieri almeno cento sono di nazionalità cinese. Il resto della comunità è composta da albanesi, rumeni e marocchini. E a San Giorgio Jonico i negozi avviati da cittadini cinesi sono una quindicina, quasi tutti di abbigliamento e di calzature. Spesso la Guardia di Finanza esegue controlli per contrastare il fenomeno dei marchi taroccati e della commercializzazione di prodotti pericolosi. La lotta al mercato del falso made in Italy e alla circolazione di prodotti insicuri continua ad essere una delle priorità operative delle Fiamme Gialle. Da qualche anno gli italiani, così come gli europei, sono diventanti i maggiori consumatori di prodotti Made in China.

L’esperienza investigativa maturata sul campo ha confermato che tali fenomeni sono connessi a diverse forme di illegalità economico-finanziaria che inquinano il mercato e sottraggono alla collettività importanti risorse: evasione fiscale, lavoro nero ed irregolare, riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti. La “filiera del falso” risulta sempre di più gestita da organizzazioni transnazionali, che immettono sul mercato anche prodotti particolarmente pericolosi per la salute dei consumatori e la sicurezza degli acquirenti. La Guardia di Finanza, sfruttando i nuovi strumenti d’indagine previsti nella Legge-sviluppo del 2009, ha finalizzato i loro sforzi investigativi soprattutto per disarticolare i gruppi criminali che gestiscono “a monte” i canali di importazione, le aree di deposito e stoccaggio, la rete della grande distribuzione e la minuta vendita. Ha intensificato gli sforzi per seguire gli enormi flussi di denaro generati dalla contraffazione e per aggredire i patrimoni indebitamente accumulati dalle consorterie delinquenziali coinvolte in questi traffici illeciti, provvedendo sistematicamente al sequestro dei beni che costituiscono il frutto o il reimpiego dell’“industria del falso”.

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