29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2020 alle 16:10:37

Cronaca

“A gennaio ha ucciso la madre, ma continuano a dimenticarlo in ospedale”

La denuncia del Sappe, il sindacato della Polizia peniteiziaria


“A gennaio ha ucciso
la madre ma continuano
a dimenticarlo in ospedale”.

Il
segretario del Sappe, Federico
Pilagatti torna sul caso di D.G.,
che ha strangolato la madre
nel rione Salinella.
“Ai primi di marzo abbiamo
denunciato una situazione imbarazzante
che non ha eguali
nella nazione- dice il segretario
del sindacato autonomo di
polizia penitenziaria-subito
dopo l’omicidio l’uomo è stato
portato presso il reparto psichiatria
dell’ospedale di Taranto,
senza entrare nel carcere.
Da allora sono passati oltre 4
mesi e D.G. è ancora ricoverato
presso l’ospedale di Taranto,
non più nel piccolo padiglione
penitenziario, ma nel reparto
psichiatrico.

Sulla vicenda
l’amministrazione penitenziaria
ci ha comunicato che
non può intervenire poiché il
soggetto è a disposizione dei
magistrati e solo loro possono
emettere eventuali provvedimenti.
Come si diceva prima D.G. (non
possiamo chiamarlo detenuto
poiché non è mai entrato in
carcere) da un po’ di tempo
ha lasciato il repartino penitenziario
per essere sistemato
nel reparto psichiatrico a
stretto contatto con gli altri
degenti, con i loro familiari,
libero di poter girare per il
reparto con due soli agenti,
che nell’arco dell’intera giornata
richiedono l’impiego di
8-10 unità.

Come tutti ormai
sanno il carcere di Taranto è già fortemente penalizzato per
la grave carenza di
poliziotti a cui si aggiunge il
sovraffollamento dei detenuti,
per cui togliere giornalmente
8,10 unità dall’organico del
penitenziario, vuol dire abbassare
ulteriormente i livelli
di sicurezza che sono giàal
minimo. prosegue PilagattiIl
Sappe ritiene che sui manicomi
giudiziari tanto si doveva
fare per renderli confacenti
alla dignità delle persone
ristrette, ma nel contempo
queste strutture dovevano
rimanere aperte poiché erano
gli unici luoghi ove è possibile
trattare in maniera adeguata,
detenuti con gravi problemi sono ridotti.

Riteniamo perciò
che il caso di D.G. debba
essere affrontato con la massima
urgenza dalla magistratura
competente, poiché non è più
accettabile continuare in questo
modo, anche in considerazione
dell’enorme costo sia in
termini di risorse , di uomini
, di mezzi e rimborsi all’Asl,
che tale situazione richiede,
che poi ricade tutta sulle
spalle dei cittadini, costretti a
pagare questo ulteriore dazio
della follia.
Anche perché consentire a D.G.
di potersi muovere all’interno
del reparto in autonomia ,
considerata la sua pericolosità
, potrebbe creare enormi
problemi agli altri pazienti ed
ai loro familiari.

Confidiamo perciò che la situazione
si risolva presto,
poiché se si va di questo
passo, l’irrazionalità della vicenda
potrebbe esplodere, alzando
un polverone a carattere
nazionale”.psichiatrici
e con indole
violenta.
Invece si sono inventate le
REMS (residenze per l’ esecuzione
misure di sicurezza))
o le sezioni psichiatriche
all’interno di alcune carceri
che servono ben a poco, anche
perché i posti a disposizione

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