Cronaca

Omicidio dell’imprenditore, Salvatore Mele conferma tutto

Il 29enne lizzanese: «I colpi partiti durante colluttazione»


Il 29enne lizzanese
Salvatore Mele ha confermato
dinanzi al Gip che i colpi che
hanno ucciso l’imprenditore
Ciro Piccione sono partiti
durante una colluttazione.

L’operatore ecologico, incensurato,
è stato interrogato
stamattina in carcere, dal
giudice per le indagini preliminari
Giuseppe Tommasino,
alla presenza del sostituto
procuratore Maurizio Carbone
e degli avvocati Franz Pesare
e Pasquale Corigliano.
Il pm Carbone ha chiesto che il fermo sia convalidato e che
sia emessa una ordinanza di
custodia cautelare.
Intanto domattina (oggi le
condizioni meteo-marine non
lo consentono) i sub torneranno
a immergersi nel canale
Ostone a Lizzano per cercare
l’arma utilizzata nell’omicidio
dell’imprenditore agricolo.
Mele durante l’interrogatorio
in cui ha reso piena confessione
ha riferito agli investigatori
di aver gettato in mare
la pistola calibro 7.65.

Ha poi raccontato di aver
avuto un incontro con Ciro
Piccione per esternare il proprio
dissenso e quello della
sua fidanzata rispetto all’amicizia
che l’imprenditore aveva
con la madre di quest’ultima
e che l’omicidio è maturato
durante una colluttazione tra
lui e la vittima che, a suo dire,
era armata.
L’imprenditore gli avrebbe
puntato una pistola dalla
quale durante una colluttazione
sono partiti due colpi
che hanno raggiunto Piccione
all’addome e a una coscia.

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