28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Luglio 2021 alle 02:40:00

Cronaca

Ecco perchè nel caso è finito anche il MarTa

Gli “stranieri” non c’entrano, c’è un’altra sentenza


Domanda: perchè
se il Tar del Lazio “contesta”
la nomina di direttori stranieri
ai vertici dei musei italiani ad
essere coinvolto è anche il MarTa,
guidato dalla toscana Eva
Degl’Innocenti?

Risposta: perchè
non è per il caso ‘stranieri’
che la nomina di Degl’Innocenti
rischia lo stop (c’è da attendere
il consiglio di stato, dinanzi al
quale il ministero ha presentato
appello).
Sono due infatti le sentenze del
Tribunale amministrativo regionale
che demoliscono, nei fatti,
la riforma voluta dal ministro
Dario Franceschini.

La prima
riguarda, effettivamente, la
nomina di direttori non italiani,
ed accoglie il ricorso presentato
da Giovanna Paolozzi Maiorca
Strozzi, ora soprintendente a
Parma, che aveva partecipato
alla selezione per i ruoli a Modena
e Mantova. è quella finita
sotto i riflettori della polemica
(anche) politica, come spesso
accade alle sentenze in questo Paese. I giudici del Tar in
realtà registrano che è ancora
vigente una legge del 2001 che
stabilisce che tutti, stranieri
e italiani, possano ambire a
qualsiasi posto pubblico, a
meno che però questo non implichi
«l’esercizio diretto o indiretto
di pubblici poteri», «che
attengono alla tutela dell’interesse
nazionale». E la cultura
per i giudici del Tar è interesse
nazionale.

Ad ogni buon conto,
con il MarTa, con Taranto e con
Eva Degl’Innocenti, italiana
di Siena, questo non c’entra
assolutamente nulla.
Il museo di Taranto è stato
tirato dentro questa storia
da un altro ricorso, quello di
Francesco Sirano, anch’egli
archeologo, dal gennaio 2017
direttore del Parco di Ercolano.
Prima, però, Sirano aveva
avanzato la propria candidatura
anche per il MarTa. E, come
riporta il sito de L’Espresso, in
questa fattispecie ad essere
contestata è «la modalità della
selezione. E le motivazioni del
Tar, se confermate in secondo
grado, rischiano di aprire una
catena di vertenze. Perché parlano
di una procedura ‘oscura’
nella scelta dei “finalisti”.

Di
una ‘magmatica riconduzione’
dei punteggi dei 10 candidati
che avevano i voti più alti a
valutazioni ad “A”, “B” o “C”
difficili da interpretare per
la selezione della terna che
sarebbe andata poi di fronte
al ministro o al direttore generale
per stabilire il vincitore.
Di audizioni a porte chiuse,
o via Skype, anziché aperte
agli uditori come vorrebbero
le regole. Questi gli elementi».

«Un po’ meno manichei
di quello che sembra» chiosa
proprio L’Espresso. Aspettando
il consiglio di Stato, reggente al
MarTa èstato nominato Fabrizio
Vona. Il ministero, per non lasciare
gli istituti nella paralisi,
ha infatti affidato l’interim
amministrativo ai direttori dei
Poli Museali Regionali: «La continuità
è garantita», assicurano
dal Mibact.

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