04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 17:42:00

Cronaca

Bufera sul Comune: 24 indagati tra dirigenti, professionisti e imprenditori. Tutti i nomi

La Finanza: tangenti, cene e regali. Nei guai anche funzionari della Soprintendenza


Ventiquattro indagati, soprattutto colletti bianchi, e quasi un milione e mezzo di euro di beni sequestrati.

Sono i numeri di una indagine su appalti illeciti condotta dalla Guardia di Finanza di Taranto diretta dal colonnello Gianfranco Lucignano e dal tenente colonnello Renato Turco e coordinati dal pm Enrico Bruschi. I militari del Nucleo di polizia tributaria hanno notificato avvisi di garanzia per truffa aggravata ai danni di Ente pubblico, corruzione, omissione di lavori in edifici che minacciano rovina e falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblico. I provvedimenti di sequestro firmati dal gip Giuseppe Tommasino sono stati notificati a tre dirigenti del Comune di Taranto; un dirigente, un architetto e un geometra della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia; 11 professionisti tra ingegneri, architetti e consulenti tecnici; 7 tra amministratori e dipendenti di 4 società appaltatrici.

Sono l’epilogo di una indagine avviata nel novembre 2012 che ha riguardato i lavori di ristrutturazione e consolidamento edilizio di alcuni stabili della Città Vecchia, finanziati dalla Regione Puglia, con un appalto denominato “Vicolo 2-Lotto 3”, per un importo complessivo di 5 milioni di euro. E’ stato accertato che un gruppo imprenditoriale specializzato nelle riqualificazioni urbanistiche, attraverso l’attestazione di esecuzione lavori, in realtà mai effettuati, avrebbe conseguito un profitto illecito quantificato in 725 mila euro.

Secondo l’accusa tutto ciò sarebbe stato reso possibile grazie a dirigenti del Comune che, attratti da un piano sistematico di tangenti, regalie e cene, avrebbero omesso ogni forma di controllo, collaudando opere mai realizzate. Tra gli aspetti più salienti delle indagini è da segnalare quello relativo all’assenza di opere di sostegno delle fondazioni degli stabili oggetto di lavori. In particolare il gruppo appaltatore avrebbe dovuto supportare la statica degli edifici con pali-radice posizionati a sedici metri nel sottosuolo. In realtà tale imponente struttura non sarebbe stata mai realizzata così come altre opere di rilievo, essenziali sia per l’equilibrio statico e dinamico delle costruzioni, sia per la salubrità e qualità della vita delle persone che hanno ricevuto in assegnazione gli immobili dopo la loro presunta riqualificazione.

Nel luglio 2014 fu eseguito un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza degli stabili della Città Vecchia, nonché il sequestro per equivalente di beni e disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo pari al profitto illecito di 725 mila euro. Nel prosieguo delle indagini sono stati vagliati ulteriori appalti riguardanti altri edifici della Città Vecchia, il restauro e la riqualificazione di palazzo “Pantaleo”, gli scavi stratigrafi in terreno di interesse archeologico sito in località “Croce” finalizzati alla creazione di parcheggi, la rimozione dei giochi d’acqua realizzati nell’anno 2010 nello specchio di mare che costeggia la ringhiera di corso Vittorio Emanuele. Per gli altri edifici della Città Vecchia, sono stati accertati indebiti profitti conseguiti con lo stesso modus operandi. Per il palazzo “Pantaleo” è stata accertata di fatto l’omessa realizzazione di importanti opere nonché l’esecuzione di interventi di fattura mediocre ovvero scadente rispetto a quanto appaltato. Per quanto riguarda gli scavi in località “Croce” e la rimozione dei giochi d’acqua sono state accertate irregolari procedure di affidamento in sub-appalto dei lavori, con un conseguente illecito incremento dei prezzi rispetto agli importi indicati nei contratti originali.

Gli indagati sono Vincenzo La Gioia, dirigente comunale; Antonio Mancini, dipendente comunale; Pietro e Antonio Galiuto, imprenditori; Silvio Rufolo, dirigente comunale; Marcello Traversa, dirigente comunale; Gianfranco Tonti, direttore dei lavori e progettista; Stefano Tomassi, coadiutore di Gianfranco Tonti; Antonio Panariti, ritenuto intermediario negli affidamenti illeciti dei lavori; Evangelina Campi, imprenditore; Giovanni Vinci, direttore dei lavori; Vincenzo Sommella, imprenditore; Giovanni Maragno, imprenditore; Giorgio Rizzo; Rodolfo Ruta; Giuseppe Lentini; Mario Pepe; Angelo Catapano; Vincenzo Carbone; Antonio Liscio; Luigi la Rocca; Giuseppe Garofalo; Vincenzo Striccoli; Francesco D’Ettorre.

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