Cronaca

Inchiesta sui lavori fantasma e regali, ora tremano i politici

Coinvolte ventiquattro persone e quattro imprese


Lavori fantasma in Città Vecchia tra cene,
regali e tangenti: ora tremano
anche i politici.

Iniziano
ad emergere particolari
interessanti nell’inchiesta
condotta dalla Guardia di
Finanza e coordinata dalla
Procura tarantina e in cui
sono coinvolte ventiquattro
persone e quattro ditte appaltatrici.
Nel provvedimento
di sequestro firmato dal
gip del tribunale di Taranto
si cita il ricorso a regalie e a
lavori nelle abitazioni degli
indagati ma anche promesse
di posti di lavoro.

Uno degli
indagati durante l’interrogatorio
ha riferito che l’imprenditore
per il quale lavorava,
alle scorse elezioni avrebbe
chiesto ai dipendenti di
votare Alfredo Spalluto. Ieri
insieme agli avvisi di garanzia
il sequestro di beni per
quasi un milione e mezzo di
euro. A vario titolo vengono
contestati i reati di truffa
aggravata ai danni di Ente
pubblico, corruzione, omissione
di lavori in edifici che
minacciano rovina e falsità
ideologica e materiale commesse
dal pubblico ufficiale
in atti pubblico. Nei guai
tre dirigenti del Comune di
Taranto; un dirigente, un
architetto e un geometra
della Soprintendenza ai Beni
Archeologici della Puglia;
undici tra ingegneri, architetti
e consulenti tecnici;
sette tra amministratori e
dipendenti di quattro società
appaltatrici.

L’indagine è
stata avviata nel 2012 e ha
riguardato i lavori di ristrutturazione
e consolidamento
di alcuni stabili della Città
Vecchia, finanziati dalla Regione
Puglia, con un appalto
denominato “Vicolo 2-Lotto
3”, per un importo di 5
milioni di euro.Gli investigatori
delle Fiamme Gialle
coordinati dal pm Enrico
Bruschi hanno scoperto che
un gruppo imprenditoriale
specializzato nelle riqualificazioni
urbanistiche, attraverso
l’attestazione di
esecuzione lavori, in realtà
mai effettuati, avrebbe intascato
un profitto illecito
di 725 mila euro. Secondo
l’accusa tutto ciò sarebbe
stato reso possibile grazie
a dirigenti del Comune che
con tangenti, regalie e cene,
avrebbero omesso ogni forma
di controllo, collaudando
opere mai realizzate.

Per il palazzo “Pantaleo” è
stata accertata l’omessa
realizzazione di importanti
opere nonché l’esecuzione
di interventi di fattura
scadente rispetto a quanto
appaltato. Per gli scavi in
località “Croce” e la rimozione
dei giochi d’acqua sono
state accertate procedure
irregolari di affidamento in
sub-appalto dei lavori.

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