14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 06:52:44

Cronaca

Ferito dal complice. Convalidati i fermi


TARANTO – Convalidati i due fermi per la rapina in un’area di servizio situata in viale Magna Grecia. Il ventunenne Salvatore Cerfeda e il venticinquenne Alessandro Martini rimangono in carcere. I due sono stati interrogati stamattina dal gip del Tribunale di Taranto, il dottor Tommasino. Cerfeda, che è difeso dall’avvocato Antonio Mancaniello, ha respinto gli addebiti mentre Martini, assistito dall’avvocato Luigi Danucci, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Entrambi erano stati fermati dai poliziotti della Squadra Mobile per la rapina al benzinaio. Gli investigatori diretti dal dottor Roberto Giuseppe Pititto erano riusciti a chiudere il cerchio grazie alle riprese del sistema di videosorveglianza. A casa di Martini avevano rinvenuto e sequestrato la tuta e la maglietta di colore nero indossati durante il colpo. Invece il Cerfeda dopo essersi presentato in ospedale, con una ferita d’arma da fuoco ad un braccio aveva riferito alla polizia che era stato colpito da un proiettile vagante, mentre si trovava per strada, in viale Magna Grecia.

Gli investigatori della Squadra Mobile non gli avevano creduto e grazie alle riprese filmate del sistema a circuito chiuso avevano scoperto che in realtà il giovane era uno dei due rapinatori che avevano assaltato un distributore di carburanti situato nella stessa zona. Il ragazzo era stato ferito accidentalmente dal suo complice che impugnava una pistola di piccolo calibro, pare una calibro 6.35. I poliziotti diretti dal dottor Pititto, nel giro di poco avevano sottoposto a fermo Cerfeda e Martini, ritenuti responsabili del colpo messo a segno in un’area di servizio della città. I due malviventi giunti a bordo di un ciclomotore e col volto coperto da casco integrale, sotto la minaccia di una pistola si fecero consegnare dal benzinaio l’ incasso ammontante a 300 euro. Cerfeda nella stessa notte si era presentato presso il pronto soccorso del “SS. Annunziata”, con una ferita da arma da fuoco al braccio sinistro, dichiarando di essere stato colpito casualmente mentre stava passeggiando amici. Gli investigatori della questura insospettiti dalle dichiarazioni rese dal giovane e dalle contraddizioni in cui era caduto durante l’esposizione dei fatti, hanno visionato le riprese filmati del colpo compiuto nella stessa via e accertato che negli istanti immediatamente successivi alla rapina, durante la fuga, Cerfeda, alla guida dello scooter era stato colpito da un proiettile esploso accidentalmente dalla pistola del suo complice, poi identificato in Martini. Centrato al braccio sinistro era andato in ospedale e si era inventato la storia del proiettile vagante. Una sosta negli uffici della questura di via Palatucci e il trasferimento nella casa circondariale di largo Magli. Dopo qualche ora gli agenti della Mobile avevano fermato il suo complice. Stamattina la convalida dei provvedimenti restrittivi. Pistola e bottino sono stati ancora rinvenuti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche