29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

Cronaca

L’amianto uccide come il terrorismo

Il Tribunale di Taranto: Vittime del dovere? Nessuna differenza


«Il Tribunale di Taranto riconosce agli eredi di
un sottufficiale, sostenuti da
Contramianto onlus, morto di
mesotelioma a causa dell’esposizione
all’amianto e per questo
considerato Vittima del Dovere,
l’adeguamento pensionistico
previsto alle analoghe vittime
del terrorismo pertanto l’assegno
mensile dovrà essere incrementato
di ulteriori 250 €uro
per una pensione complessiva
di 1800 €uro al mese».

I contenuti dell’importante
sentenza sono stati resi noti
da Luciano Carleo, presidente
di Contramianto e altri rischi
onlus.
Il giudice, con sentenza emessa
nei giorni scorsi, ha affermato
«il diritto alla parificazione
delle “vittime del dovere” a
quelle del terrorismo condannando
il Ministero della Difesa
ad applicare quanto dovuto e
riconoscendo gli arretrati a far
data dall’erogazione».
Nella causa giudiziaria promossa
dai famigliari con l’aiuto di
Contramianto ed assistiti dallo
Studio Legale degli avv. Cataldo
Fornari e Daniele Maranò
si afferma il diritto al giusto
risarcimento per le vittime
senza differenze «un diritto
già affermato dalla Corte di
Cassazione che aveva riconosciuto
legittimo l’adeguamento
richiesto.

Quindi per tutte le
“vittime del dovere” e degli
“equiparati” siano essi civili
o militari e per gli eredi delle
vittime si aprono le porte per
richiedere adeguamento mensile
ed arretrati».
Il caso oggetto della sentenza
riguarda la vicenda di un
Sottufficiale Marina Militare
che ancora in vita nel 2004 si
era rivolto a Contramianto per
essere assistito. «Lo avevamo
incontrato – ricorda il presidente
Carleo – e lui ci aveva raccontato
la sua storia di marinaio
fedele alla Patria che si era
ammalato a causa dell’amianto
lavorando a bordo del naviglio
militare il verdetto non lasciava
scampo mesotelioma pleurico
il tumore di certezza legato
all’asbesto e alle sue fibre
cancerogene. Chiedeva aiuto e
voleva giustizia per se e per la
sua famiglia colpita da quella
tragedia, una sofferenza non
solo fisica ma anche morale.

La morte lo portò via nel 2005
ma la battaglia di giustizia
della moglie e dei figli con
l’associazione Contramianto
continua ancora oggi. Lui non
potrà tornare in vita ma la sua
memoria continua ad esistere e
la sua tragedia è stata riconosciuta
con lo “status di vittima
del dovere” un risarcimento
che prevede per la morte un
indennizzo di 200.000 euro ed
un vitalizio di 1.550 euro al
mese ora incrementato di altri
250 euro per la parificazione
alle vittime del terrorismo e
della criminalità organizzata».
Contramianto e altri rischi
onlus continua a chiedere
giustizia per «tutte le vittime
dell’amianto e del dovere, una
tragedia che in Marina Militare
si è consumata a bordo di navi
e sommergibili imbottite di
amianto e nelle officine degli
Arsenali dove le esposizioni
all’amianto sono state dirette
ed indirette con conseguenze
anche mortali per l’insorgenza
di patologie asbesto-correlate.

Ad oggi in “Archivio Contramianto“
figurano 207 casi di
malattie legate all’amianto, riferiti
per la gran parte a Militari
Marina e operai Arsenale della
Marina Militare di Taranto, suddivisi
tra 62 mesotelioma, 47
tumori polmonari e altre sedi,
cancro alla laringe e ai reni, 98
asbestosi, placche pleuriche e
ispessimenti pleurici».
Ma i casi di Contramianto sono
«solo una parte delle malattie
legate all’amianto in Marina Militare
e potrebbero essere solo
la punta di un iceberg stando
ai dati riferiti in Commissione
Parlamentare d’inchiesta della
Camera dove i casi nazionali
per il solo personale militare
della marina ammonterebbero
a 946 patologie asbesto-correlate
tra morti e ammalati».

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