Cronaca

Acquisto Ilva, Jindal rilancia

AcciaItalia non si arrende alla designazione di Am Investco


L’altro pomeriggio il
faccia a faccia con il ministro
Calenda. Quindi, il contatto
con i propri legali. Obiettivo,
trovare uno spiraglio giuridico
per ‘rilanciare’, aumentando
anche l’offerta economica
pareggiando – o superando
– quella di ArcelorMittal.
Sono giornate di grande attivismo,
sul fronte Ilva, per
Sajjan Jindal.
Il magnate indiano che, con
la sua Jsw Steel, era (ed è) il
vero uomo forte di AcciaItalia,
la cordata a cui i commissari
Ilva hanno preferito Am
Investco, non pensa affatto
a gettare la spugna, ed è anzi
convinto che la battaglia per
l’aggiudicazione del gigante
siderurgico tarantino non
sia finita.
Certo, ci sono dei nodi procedurali
evidenti; da qui
la carta bianca data all’agguerrito
staff legale di Jsw
per trovare un escamotage
che permetta ad AcciaItalia

di ritornare in partita, magari
puntando sulla bontà
del progetto tecnico che si
continua a ritenere superiore
a quello di Am Investco
(ne parliamo a pagina 3).

Jindal, come detto, sarebbe
pronto a mettere sul tappeto
più dell’1,2 miliardi previsti
nell’offerta originaria, meno
dell’1,8 messo nella ‘busta’
da ArcelorMittal. Per Jindal,
Taranto è la testa di ponte
ideale per lo sbarco in Europa,
dove Jsw è assente,
trasformando così l’azienda
da “potenza regionale”, con
una serie di impianti in
India, ad autentico player
mondiale in un mercato che
resta dominato da quella
ArcelorMittal che, tramite la
cordata Am Investco (dove
una quota di minoranza è
appannaggio di Marcegaglia)
e con il decisivo supporto di
Banca Intesa pare aver messo
le mani sulle fabbriche dell’ex
Gruppo Riva.

Ieri intanto l’incontro al
ministero dello Sviluppo economico
tra il ministro Carlo
Calenda e i sindacati, dopo
che venerdì scorso fonti del
ministero avevano smentito
l’aggiudicazione ma precisato
che i commissari Piero
Gnudi, Enrico Laghi e Corrado
Carrubba avevano presentato
al Comitato di sorveglianza i
risultati della gara e la loro
proposta di aggiudicazione.

Inoltre, dopo aver valutato
la proposta, il ministero ha
comunicato che prenderà “le
proprie determinazioni dopo
l’incontro con i sindacati”.
Per quanto riguarda i tre
‘impegni richiesti’ dai commissari
si tratterebbe di:
mantenere l’offerta invariata
in termini economici e quindi
garantire gli investimenti
già indicati; non modificare
il piano, e quindi il perimetro
dell’azienda, anche in
presenza di eventuali prescrizioni
dell’Antitrust Ue;
prorogare al 31 marzo 2018
la validità delle offerte.
Sempre ieri, ma a Taranto,
nuova udienza nell’ambito
del processo “Ambiente
Svenduto”.

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