30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 04:59:00

Cronaca

«Discariche, si faccia subito chiarezza»

Aldo Pugliese, Uil Puglia: necessaria una mappatura dei siti inquinanti


Una lettera al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ed a Domenico Santorsola, assessore regionale all’Ambiente. E’ Aldo Pugliese, segretario regionale della Uil di Puglia, ad intervenire così sulla vicenda Italcave e sul nodo-discariche.

«Non è certo una novità che a Taranto, nonostante la Regione Puglia provi a dimostrare il contrario nelle costanti uscite sugli organi di stampa, l’Ilva non rappresenti l’unico fattore inquinante. Infatti, la presenza di alcune tra le più grandi discariche italiane ed europee, meta di migliaia e migliaia di Tir carichi di rifiuti definiti “speciali” provenienti da tutta la Puglia e da altre regioni italiane, rappresenta un’emergenza forse addirittura più grave delle emissioni provocate dagli altiforni dello stabilimento siderurgico. Qualche giorno addietro, abbiamo sottolineato la necessità, impellente, di un’indagine approfondita sull’impatto delle discariche regionali sulla salute dei cittadini, magari valutando con esattezza scientifica le reali connessioni fra l’inquinamento provocato dall’attività delle discariche e alcune patologie molto diffuse nella provincia di Taranto, ma non direttamente riconducibili alle emissioni dell’Ilva, come, ad esempio, quelle tiroidee.

Ebbene, in questo quadro tutt’altro che rassicurante, riteniamo inammissibile che la Regione Puglia, invece di agire per l’abbandono immediato del sistema discariche, si muova in senso contrario, ovvero non opponendosi di fronte alla concessione di nuove autorizzazioni di ampliamento delle discariche esistenti anzi, ove possibile, agevolandole. Quanto accaduto a Statte, laddove l’azienda Italcave svolge attività estrattive ed inquinanti, nonché di lavorazione di rifiuti speciali, in una cava tra le più grandi d’Europa nel Comune di Statte, alle porte di Taranto e della sua zona industriale, è sintomatico. Infatti, ad oggi, nessuno sa se in fase di concessione autorizzativa e durante la fase istruttoria della procedura coordinata di Via/Aia, che ha portato al rilascio delle ultime autorizzazioni, la Provincia di Taranto abbia effettivamente provveduto a richiedere, nel dettaglio, i dati di rischio di inquinamento connesso all’attività estrattiva dell’azienda.

E, pertanto, non v’è certezza che quelle autorizzazioni non rappresentino, in realtà, il via libera al proliferarsi delle succitate patologie. Infine, reiteriamo la nostra richiesta di provvedere, in tempi brevi e attraverso un’interazione proficua con la Magistratura e le forze dell’ordine, ad una mappatura certa dei siti inquinanti e delle discariche presenti sul territorio tarantino e regionale, siano esse autorizzate o illegali, in maniera tale da progettare con criterio ed equità il prossimo piano regionale dei rifiuti».

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