13 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 15:33:31

Cronaca

Ilva, contro i tagli scatta lo sciopero

Quattro ore di stop al lavoro in occasione del secondo confronto al Mise


Sciopero nelle
prime quattro ore del primo
turno di oggi dei lavoratori
diretti dell’Ilva e dell’appalto
in concomitanza con il nuovo
vertice al Mise per discutere
dei piani industriali presentati
dalle due cordate interessate
a rilevare l’azienda, che prevedono
migliaia di esuberi.

Lo ha deciso il Consiglio di
fabbrica dopo un’assemblea
nello stabilimento di Taranto.
E’ previsto inoltre un presidio
sotto la portineria Direzione
fino al termine della riunione
al Mise.
A valle del vertice romano
«saranno programmate – spiegano
in una nota congiunta
Fim, Fiom, Uilm e Usb – le
assemblee e decise ulteriori
iniziative di mobilitazione».

I sindacati «respingono con
forza – è detto – i numeri
degli esuberi presentati da
entrambe le cordate nei loro
piani che risultano così non
negoziabili» e «si dichiarano
indisponibili a negoziare sui
piani industriali presentati,
che vanno riscritti garantendo
salute, ambiente, occupazione
e salari». Si ribadisce poi «la
necessità di costruire una
piattaforma rivendicativa
che preveda il coinvolgimento
della città».
«Ambiente, salute e lavoro
sono – aggiungono Fim, Fiom,
Uilm e Usb – imprescindibili
per il rilancio di Ilva e della
provincia ionica già fortemente
in crisi». A fronte della
convocazione di domani al
Mise, i sindacati invitano i
lavoratori all’unità chiedendo
agli stessi la massima partecipazione
allo sciopero.

Fonti
vicine ai commissari straordinari
spiegano che nel corso
dell’incontro di ieri «sono
state illustrate le linee essenziali
del piano industriale
presentato da Am InvestCo, la
cui offerta è risultata preferibile
tra quelle presentate e per la quale è stata richiesta
l’autorizzazione ministeriale
alla stipula del contratto,
considerato anche il parere
positivo espresso dal comitato
di sorveglianza». Secondo le
stesse fonti, «sono stati anche
illustrati gli elementi di
valutazione considerati nella
procedura di vendita (oltre
al piano industriale anche il
piano ambientale, l’utilizzo
di risorse pubbliche per gli
investimenti ambientali e il
prezzo) che non prevede la
possibilità di offerte di rilancio,
come peraltro chiarito
agli offerenti nel corso del
procedimento».

Con riguardo
alle preoccupazioni emerse
in ordine ai livelli occupazionali
indicati nelle offerte,
le stesse fonti precisano che
«l’organico attuale del Gruppo
Ilva è di 14.200 dipendenti,
con Cigs autorizzata per 4.100
dipendenti. L’offerta di Am
Investco prevede come primo
livello occupazionale 9.400
dipendenti. La Cigs in ogni
caso copre e coprirà la gran
parte degli esuberi e potrà
essere incrementata all’occorrenza
in linea con l’accordo
sindacale che dovrà essere
stipulato quale condizione
per l’efficacia del contratto
di trasferimento degli asset
di Ilva al soggetto che sarà
aggiudicatario della gara. I
dipendenti potranno rimanere
in Cigs per tutta la durata
dell’esecuzione della attività
di risanamento e decontaminazione
del sito di Taranto che
saranno realizzate dall’Amministrazione
Straordinaria
a valere sui fondi acquisiti a
seguito della transazione con
la Famiglia Riva.

I fondi a
disposizione della procedura
sono circa 1,1 miliardi di euro
di cui oltre 800 milioni di euro
finanzieranno investimenti
ambientali da realizzare a
cura della Amministrazione
Straordinaria».

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