22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca

Il ruolo degli ingegneri nel nuovo San Cataldo

«Ricadute incalcolabili ma se ne parla poco»


«Esistono opere
che hanno incalcolabili ricadute
sul territorio tarantino e
di cui si parla ancora troppo
poco. E’ il caso dell’Ospedale
San Cataldo, una moderna,
razionale ed organizzata
struttura sanitaria che la collettività
aspetta da tempo e
che, in sostituzione dell’ormai
obsoleto e sovra-sfruttato Ss.
Annunziata, disporrà di ben
715 posti letto».

Così l’ing.
Davide Mancarella di “RiordiniAMO
l’Ordine” in riferimento
al progetto riguardante l’ospedale
San Cataldo.
«Di fronte ad un tema tanto
nevralgico, non ci si può permettere
di “aspettare alla finestra”
mentre l’opera avanza
con i suoi tempi molto lunghi,
anche perché il processo resta
poco governato, specialmente
dalle istituzioni locali, che
dovrebbero invece avere un
ruolo molto più attivo. Anche
per questo è importante
che tutte le istituzioni, ed in
primis gli Ordini professionali,
nell’interesse dello sviluppo
del Territorio e delle categorie
professionali che rappresentano,
si facciano promotori
di tutte le iniziative necessarie
ad accelerare questo
processo, ed a fare chiarezza,
anche favorendo un dibattito
pubblico trasparente e organico,
per mantenere vigile
l’attenzione su uno dei temi
più importanti per il futuro
della città e della provincia
tutta».

Il gruppo di “RiordiniAMO l’Ordine”,
ha deciso di occuparsi
di questo tema acquisendo la
documentazione tecnica ed
amministrativa necessaria a fare chiarezza sullo stato di
avanzamento del progetto.
«Si tratta di un investimento
importante per Taranto: 207
milioni di euro, oltre 35 milioni
di euro in attrezzature
e dotazioni tecnologiche e
strumentali – sottolinea l’ing.
Mancarella. L’Ordine degli
Ingegneri dovrebbe in primis
partecipare al dibattito pubblico,
informare la categoria
e la collettività sullo stato
di avanzamento. Sui tavoli
tecnici ed istituzionali a
cui sarà invitato, L’Ordine
degli Ingegneri dovrebbe
sollecitare il nuovo Sindaco
e gli Enti Pubblici locali
interessati (Regione, Asl,
ecc.) a vigilare che l’Opera si
faccia, che si faccia nei tempi
già descritti, che Invitalia
proceda celermente in tutte
le fasi amministrative, che
arrivino i finanziamenti per
la attrezzature e dotazioni
tecnologiche, che si potenzino
le infrastrutture viarie per
l’accesso all’Ospedale, che si
potenzi il trasporto pubblico
urbano per connettere l’Ospedale
ed i suoi servizi a città
e la provincia.

L’entrata in
servizio di un Ospedale finalmente
moderno e funzionale
a Taranto è importante, anche
perché ridurrà il gap con altre
Province. Una nuova struttura
moderna e organica potrà
garantire spazi più adeguati
e servizi più efficienti (un
esempio per tutti, il Pronto
Soccorso) e limitare anche il
“turismo sanitario” verso altre
province e regioni.
L’ospedale sarà inevitabilmente
il motore di numerose
altre infrastrutture utili al
territorio, tra cui, ad esempio,
la tangenziale est e potrà
anche innescare processi virtuosi
di decongestionamento
di alcune aree della città. In
conseguenza dell’avviamento
dell’Ospedale San Cataldo,
certamente, il Santissima
Annunziata dovrà essere dismesso.

Il padiglione Vinci
resterà per svolgere le sue
funzioni a carattere amministrativo
e ambulatoriale. A
parte questo, alla Asl, questo
colosso edilizio non servirà
più. Cosa farne? Come approfittare
di questa area in via
di dismissione a favore della
città? Occorre che si apra
un dibattito serio sul tema.
Riutilizzo della struttura,
riconversione o demolizione?
Certo, la vetustà della struttura
comporterà costi notevoli
di riqualificazione qualora la
si volesse riconvertire. Potrebbe
invece essere un’occasione
per alleggerire il carico urbanistico,
riqualificare e ridare
bellezza ad una delle aree più
caotiche della città. Parallelamente
alla costruzione del
Nuovo Ospedale occorrerà affrontare
seriamente una programmazione
ed un dibattito
aperto per il futuro di questa
area. Altrimenti, quando la Asl
svuoterà l’edificio – conclude
il componente di “RiordiniAMO
l’Ordine” – potrebbe
rimanerne un ulteriore ingombrante
rudere o un impattante
volume pronto per ulteriori
speculazioni».

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