Cronaca

Tutti contro tutti. Ilva, guerra continua

De Vincenti, Emiliano, Franzoso, Morgante: è polemica


I lavoratori di Ilva sono stati “messi in sicurezza”.

È la rassicurazione che arriva dal ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, in una intervista a Radionorba. Per quanto riguarda il sospetto che la cassa integrazione sia l’anticamera di esuberi per rendere più appetibile l’azienda ai nuovi acquirenti, cosa su cui il governatore Emiliano ha chiesto chiarimenti al governo, De Vincenti ha dichiarato: “Emiliano sta agitando dei fantasmi che non hanno senso e il sindacato sa bene come stanno le cose”. “Intanto con il decreto abbiamo messo in sicurezza i lavoratori in questa fase di transizione, che adesso si apre con la cessione dello stabilimento e tanta preoccupazione tra questi lavoratori, che vedono il loro futuro appeso ad un filo di speranza: gli ammortizzatori sociali disponibili sono in via di esaurimento, per cui non intravedono ad oggi alcuna prospettiva occupazionale. Il Mise, insieme alla Regione Puglia e al Comune di Taranto, devono attivarsi in fretta per cercare e lanciare messaggi a tutti i soggetti che vogliono realizzare un progetto di reindustrializzazione del sito Marcegaglia. Fim – Fiom e Uilm, insieme ai lavoratori, si faranno promotori di ogni iniziativa utile ad evitare che la vertenza cada nel dimenticatoio.

A protestare anche alcuni dipendenti dell’indotto Ilva. Il sit in è stato convocato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTrasporti che annunciano l’apertura dello stato di agitazione di tutti i lavoratori a sostegno dei 55 colleghi che dall’1 febbraio 2017 sono disoccupati. (La foto è dello studio Renato Ingenito) i nuovi investimenti, abbiamo poi rafforzato la tutela del reddito dei lavoratori”. All’attacco di Emiliano va Francesca Franzoso (Fi): “Dopo aver brandito per mesi la clava del ‘diritto sospeso per decreto’ a Taranto e invocato il pugno di ferro della magistratura sull’Ilva, non ci risparmia le lacrime di coccodrillo per i cinquemila esuberi della fabbrica. Ma delle due l’una: o la fabbrica va risanata e tenuta in vita contemperando salute e lavoro, in linea con i decreti legge del Governo. O va chiusa per disinnescare per sempre la ‘mitragliatrice che spara sulla gente’, dando luogo a scenari ben peggiori rispetto a quelli a cui stiamo assistendo. Un atteggiamento ipocrita”.

“Sulla pelle dei pugliesi, in modo particolare su quella dei tarantini, assistiamo da tempo ormai a una guerra politica interna al Partito Democratico prima fra Emiliano e Renzi e ora Emiliano e De Vincenti. La sensazione è a chi la spara più grossa, a chi è più demagogo, a chi specula di più in vista anche di prossime scadenze elettorali” dicono da Conservatori e Riformisti. A parlare anche il consigliere regionale di Area Popolare, Luigi Morgante. “Da mesi ormai sosteniamo che il futuro dell’Ilva non può essere affidato esclusivamente alle scelte e alle decisioni del Governo, pur apprezzando quanto fatto e quanto si sta cercando di fare. E sollecitiamo il coinvolgimento diretto della Regione Puglia e degli enti locali in ogni passaggio”.

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