20 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 22:59:00

Cronaca

Ilva, Milano Finanza rilancia l’allarme Antitrust Ue

Entro il 16 giugno le comunicazioni ufficiali inviate a Bruxelles


“Le comunicazioni ufficiali dovrebbero essere
formalmente spedite il 16
giugno agli organismi comunitari”
ma sull’Ilva “fonti di
Bruxelles rivelano che, se
approvata, la proposta considerata
vincente potrebbe
incorrere in complicazioni
antitrust.

In altre parole, la futura Ilva
di proprietà di Arcelor Mittal
e Marcegaglia non potrebbe
produrre più di 6 milioni di
tonnellate di acciaio l’anno,
ovvero circa la metà delle 12
tonnellate potenzialmente
alla portata del gruppo e
molto meno rispetto ai 9,5
milioni di tonnellate promessi
nell’offerta della cordata Am
Investco Italy.
Tutto dipende dalle già enormi
dimensioni del gruppo
Arcelor-Mittal”.

Il nodo-Ue sul futuro del più
grande stabilimento siderurgico
d’Europa viene rilanciato
da Milano Finanza.
MF ricorda le “dimensioni
tanto notevoli da rendere
la Commissione Europea,
incaricata dalla vigilanza
su possibili violazioni delle
regole sulla concorrenza, a
dare il semaforo verde a un
incremento della produzione
per gli stabilimenti Ilva al di
là delle attuali 6 milioni di
tonnellate.
L’Italia è libera di scegliere a
chi aggiudicare l’impianto, ma
se Roma decidesse di accettare
l’ultima controfferta formulata
da parte di AcciaItalia,
gruppo più ridotto e meno
pericoloso per la concorrenza,
per Bruxelles sarebbe più
facile consentire a tempo debito un incremento della
produzione dell’Ilva oltre i 6-7
mln di tonnellate. Una partita
molto delicata, dunque, per il
governo e per il ministro dello
Sviluppo Economico Carlo
Calenda”.

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