Cronaca

Da WhatsApp a Telegram per criptare i messaggi

Altri particolari emersi dall’inchiesta sulle tangenti in Marina Militare


Tangenti in Marina: gli indagati per comunicare senza essere intercettati avevano fatto un salto di qualità a livello informatico.

Dai messaggi di WhatsApp erano passati a quelli di Telegram. Quest’ultima applicazione, così come sottolineano gli inquirenti ha un meccanismo di crittografia più sofisticato e difficile da superare rispetto a WhatsApp. Infatti Telegram offre le chat segrete attraverso cui i messaggi possono essere autodistrutti automaticamente. Ogni tipo di contenuto può scomparire (messaggi, foto, video e anche file). Le chat segrete usano la crittografia end-to-end per assicurarsi che un messaggio venga solo letto dal suo destinatario. Gli indagati successivamente per comunicare sono passati al metodo “all’antica” ossia ai contatti di persona. Uno degli indagati durante l’interrogatorio infatti afferma: “All’iPhone feci fare diecimila bonifiche, il cellulare non lo usavo proprio più. Chiudevo la macchina e me ne andavo in campagna a parlare”.

E il gruppo oltre a comunicare all’antica com’è noto si attrezzava per conoscere ed eventualmente sviare le indagini. Secondo l’accusa ha potuto contare su uomini dello Stato, un luogotenente dei carabinieri e un ispettore della polizia, per conoscere informazioni riservate sulle indagini. In una intercettazione Di Guardo ha affermato che un carabiniere stava eseguendo una serie di riscontri per conoscere gli elementi in possesso degli investigatori.

“Adesso c’ho il carabiniere che sta indagando su quello che sa la Finanza…”. Di Guardo ha anche detto “…hanno fatto delle fotografie alla casa, stanno piazzando microspie, cose, dentro la casa e dice che io incontro imprenditori a casa. lizia tributaria delle Fiamme Gialle hanno consentito di individuare una organizzazione ben strutturata che attraverso i raggiri hanno intascato risarcimenti da 17 compagnie di assicurazione. Le compagnie hanno sborsato 635mila euro per trentanove i falsi incidenti stradali. Accertamenti bancari e patrimoniali eseguiti dalla Guardia di Finanza nei confronti del gruppo hanno consentito inoltre di contestare il reato di riciclaggio nei confronti di due persone che hanno “agevolato” l’acquisto da parte del titolare dell’agenzia di una villa del valore di 150mila euro, attraverso operazioni utili a nascondere la provenienza illecita del denaro. e se hanno messo un gps nella macchina lo faccio controllare lunedì. Un carabiniere e un poliziotto stanno cercando di scoprire che cosa c’è sotto, che abbiamo scoperto per caso.

Stavo tornando a casa, è venuto Marcello ha visto uno dietro un cespuglio che faceva fotografie, l’abbiamo seguito, abbiamo preso il numero di targa della macchina, ha fatto fare un controllo dalla Polizia, la macchina era della Finanza… Poi ehm… la Finanza ha chiamato il poliziotto e gli ha detto “perchè hai fatto il controllo sulla nostra macchina?” Il poliziotto ha detto: “no, perchè è una casa dove stanno due donne sole. Ci hanno fatto una segnalazione, quindi abbiamo controllato per farle stare tranquille”.

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