04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 17:42:00

Cronaca

Taranto è in piena emergenza abitativa

I numeri del Sunia: 1.900 sfratti esecutivi nel giro di due anni


L’abitare rappresenta
una componente importante del
grave disagio sociale della nostra
città e la “questione abitativa” è
un’emergenza territoriale amplificata
notevolmente dal perdurare
di una crisi che peggiora le
condizioni reddituali delle famiglie,
aumenta disuguaglianza ed
esclusione sociale, estendendo
la vulnerabilità anche a fasce
di popolazione tipicamente
non coinvolte da questo tipo di
problemi.

E’ quanto ha dichiarato l’altra mattina,
nel corso di una conferenza
stampa, il Sunia di Taranto:
il sindacato nazionale unitario
degli inquilini e assegnatari
rappresentato nell’incontro dal
legale del sindacato Francesca
Viggiano, Luigi Lamusta
e Nicola Zambetti rispettivamente
segretario provinciale e
regionale dell’organizzazione.
È stato presentato il quadro
dell’emergenza tarantina con 200
famiglie regolarmente assistite
dal Comune per gravi condizioni
di disagio socio-economico,
420 nuclei familiari sostenuti
nel pagamento del canone di
locazione per un importo di circa
900mila euro l’anno, e circa 1900
sfratti esecutivi registrati nelle
annualità 2015/2016.

«Parliamo
di una platea di disagio sempre
più vasta – sottolinea Lamusta
– persone che fino a qualche
tempo fa registravano un reddito
adeguato e che nel giro di pochi
mesi hanno perso il lavoro e con
esso la possibilità di sostenere
la spesa di un fitto. Famiglie
giovani e spesso con figli anche
minori che nella nostra città
hanno conosciuto la difficile
esperienza di un pignoramento
e di uno sfratto esecutivo».

Ma il Sunia chiede al Comune
di Taranto e a tutti i candidati
sindaco impegnati nel prossimo
turno delle amministrative un
sostanziale cambio di rotta. «Per
garantire sia diritto alla casa
che integrazione sociale occorre
rilanciare una politica che parta
dalla domanda più debole – dice
il segretario regionale Nicola
Zambetti – con un consistente
aumento dell’offerta di abitazioni
in affitto sostenibile,
nel quadro di una strategia di
riqualificazione e rigenerazione
urbana in cui l’inclusione delle
periferie, e delle aree degradate
più in generale, deve essere
una priorità. Una priorità che
consenta al Comune anche di
ridurre la spesa e qualificare il
suo intervento.

La spesa sociale
per la casa nel nostro paese è tra
le più basse d’Europa (0,03% del
Pil) – dice ancora Nicola Zambetti
– notevolmente ridotta anche
dalla recente conferenza StatoRegioni
in cui si è tagliato sul
Fondo per la morosità incolpevole
passato dai 36 agli 11 milioni
di euro, ma il male peggiore è
rappresentato dall’assenza di un
piano organico che consenta a
questi fondi di fare la differenza
sul piano delle misure strutturali
necessarie per affrontare l’emergenza».
«Dunque – spiega il Sunia
– una assenza di programmazione
economica incapace di affrontare
davvero la questione con fondi
capienti e reali».

Per questo il
Sindacato inquilini presenta ai
candidati sindaco il suo Patto
per l’Abitare stipulato a livello
nazionale insieme alla Cgil, al
sindacato pensionati Spi e a
quello dei lavoratori edili della
Fillea. «E’ necessario aumentare
la disponibilità di alloggi per
le fasce del disagio maggiore
– spiega il legale del Sunia,
Francesca Viggiano – e in questo
caso occorre che la Pubblica Amministrazione
si faccia garante
della legalità e della trasparenza
cominciando da una riforma sostanziale
nelle attuali formule
per la raccolta della domanda e
per la formulazione delle graduatorie
che consento di avere un
contributo o l’assegnazione di un
alloggio popolare. Il fenomeno
delle occupazioni abusive è il
segno dell’assenza di controllo
che perdura da anni nell’abitato
di Taranto lasciando spesso
senza casa centinaia di aventi
diritto.

Il prossimo sindaco sarà
chiamato a varare il nuovo bando
per le case popolari e il modello
da adottare – dice ancora la
Viggiano – sarà quello del monitoraggio
continuo del patrimonio
pubblico immobiliare al fine di
permettere l’immediata esigibilità
del diritto nel momento
della disponibilità». E su questo
fronte interviene nuovamente il
segretario provinciale del Sunia,
Luigi Lamusta.
«Non siamo in grado di avere
contezza precisa del patrimonio
immobiliare del Comune di
Taranto ecco perché sarebbe
necessaria una immediata azione
di emersione, riportando alla
luce situazioni incancrenite da
anni da occupazioni abusive
e locazioni a costi bassissimi
per nuclei familiari non aventi
diritto». Tra le azioni proposte
dal Sunia anche un programma
di investimenti per l’edilizia
popolare e la riqualificazione del
patrimonio Erp (ex Iacp).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche