24 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2020 alle 07:06:06

Cronaca

Precari e invisibili, via al referendum

La campagna della Cgil di Taranto in vista del voto


Un operaio dell’appalto Alenia, ma in sala anche operai dell’indotto legato all’Ilva.

Sono le facce del precariato “cronicizzato” che rende questi lavoratori equilibristi del mondo del lavoro. La Cgil di Taranto sceglie queste storie per aprire la campagna Referendaria che prossimamente chiamerà gli italiani a decidere sui due quesiti approvati dalla Consulta: quello sull’abolizione dei voucher e quello relativo all’obbligo di rispettare i diritti dei lavoratori anche nei passaggi di appalto. Due quesiti ma un solo obiettivo: liberare il lavoro da forme di sfruttamento, ricatto e dall’incertezza sul proprio futuro.

Non ci sono nella saletta della Cgil in via Dionisio le testimonianze che riguardano i lavoratori con buoni-lavoro. In quel mondo è difficile trovare testimonianze – dice Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto – e questo dovrebbe raccontare meglio delle parole che oggi qui avremmo potuto pronunciare il grado di fragilità di questa categoria di lavoratori. Cittadini invisibili che non hanno diritto al futuro, che non possono ambire ad una pensione, ad una maternità o anche solo alla possibilità di accedere a un mutuo o a un prestito. Vite precarie che come dice il lavoratore dell’ex appalto Alenia Leonardo restano sospese ciclicamente in caso di cambio di un appalto.

Gaetano Margherita ha ricevuto la lettera di licenziamento il 31 gennaio scorso e “da un giorno all’altro – dice – sono stato messo fuori insieme ad altri 13 colleghi, ma ero lì’ da undici anni, e vivere questa precarietà è umiliante” Una situazione che a Taranto vive oggi la sua drammatica attualità. Seguiamo questi casi con grande attenzione e non possiamo nascondere la grande apprensione relativa all’evolversi della vicenda Ilva nel suo complesso – dice ancora Peluso – e non solo per la Cassa Integrazione preannunciata dai commissari, ma anche perché sentiamo forte il timore della creazione di nuovi gironi infernali, in cui proprio i lavoratori con meno tutele rischiano di pagare il prezzo più alto. Lavoratori declassati a pedine, mai ascoltati, mai considerati.

Un fronte spinoso che probabilmente sarà anche quello più delicato che il segretario nazionale Susanna Camusso dovrà affrontare nel corso dell’assemblea regionale che si svolgerà a Taranto il prossimo 16 febbraio (programmato inizialmente il 9 gennaio scorso e poi slittato al 16 febbraio a causa dell’emergenza neve). Ilva ma non solo, con uno scenario del lavoro precario in Puglia e a Taranto sempre più a tinte fosche. Nell’appalto parliamo di lavoratori quasi organici per le attività rese dalle aziende – spiega Giovanni D’Arcangelo che da Segretario Filcams e attuale componente della segreteria provinciale della Cgil da tempo segue il settore – Questi sono operai che esattamente come i lavoratori diretti hanno subito malattia e morte (l’ultima quella di Giacomo Campo – ndr) ma che in più lo hanno fatto sotto il peso di una spada di Damocle che sulle loro teste gli ricordava che erano numeri legati ad una commessa, ad un contratto a tempo determinato. Ricattabili insomma. L’11 febbraio a livello nazionale la campagna prenderà il via con iniziative in tutte le piazze.

A Taranto i presidi della CGIL saranno al quartiere Tamburi, a Laterza e Grottaglie.

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