25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 10:41:00

Cronaca

Gli uffici comunali sono a pezzi

La Fp Cgil stronca il report del sindaco uscente Ippazio Stefàno


È scontro al Comune
sulla situazione del personale
comunale.

Da una parte, il
sindaco Stefàno ha magnificato
la sua azione amministrativa,
dall’altra la Fp Cgil rintuzza
punto su punto.
«Al Sindaco – scrive Annamaria
Marra, segretaria aziendale –
sfugge che lascia una macchina
amministrativa disastrata dove
regnano: il grave disordine, il
preoccupante antagonismo tra
i dirigenti, diverse irregolarità
nelle assunzioni, un insostenibile
quantità di debiti fuori
bilancio, l’eccessivo ricorso agli
incarichi dirigenziali di fiducia
del Sindaco.

Giova ricordare che
appena insediatosi, il Sindaco
Stefano assicurò alle organizzazioni
sindacali e alla Rsu un
tavolo di confronto permanente
e programmatico per la riorganizzazione
degli uffici e dei servizi
comunali; si impegnò altresì
a realizzare la mappatura del
personale allora in servizio per
una più razionale collocazione,
in vista dell’incremento dei collocamenti
a riposo. Purtroppo,
nessuno degli impegni è stato
mantenuto e oggi i dipendenti
ridotti a 800 lavorano nel più
totale caos».
Preoccupazione anche per i
servizi sociali, perché «irrisolte
restano le questioni relative
alla sicurezza dei dipendenti,
alla corretta distribuzione dei
carichi di lavoro, alle responsabilità
degli operatori sociali».

«È di questi giorni – ricorda
Marra – il grave episodio accaduto
presso la direzione servizi
sociali in via Veneto, durante
il quale i dipendenti hanno rischiato
la vita. Quanto ai piani
di zona sono anni che la FP/
CGIL cerca di conoscerne , inutilmente,
lo stato dell’arte. Azioni
in favore di famiglie, minori e
giovani sono state possibili
solo grazie alla responsabiità
degli operatori sociali che ogni
giorno corrono rischi recandosi
da soli, ad effettuare le visite
domiciliari nelle zone piu
difficili della città, con mezzo
proprio e senza assicurazione.
Dipendenti che non hanno spazi
idonei per effettuare i colloqui
professionali».

Stroncatura anhce sulle pretesa
“ondata di innovazione tecnologica”
reclamizzata dal sindaco:
«Peccato che il personale
non se ne sia accorto, se ogni
giorno deve combattere con la
estrema lentezza della rete, con
strumenti informatici obsoleti e
con le continue interruzioni del
sistema».
«Ai Servizi demografici – afferma
la segretaria aziendale
della Cgil – va restituita immediatamente
la dignità di
direzione perchè da essi passa
non solo la movimentazione
della popolazione, ma anche
l’erogazione di servizi vitali
al cittadino. Nella ripristinata
direzione va costituito l’Ufficio
Unico Elettorale per snellire la
macchina elettorale che ancora
oggi, pure in presenza di alcuni
tagli, resta un ingombrante
carrozzone. Del Corpo di Polizia
Locale non è fatta menzione nel
report del Sindaco, forse trattasi
argomento politicamente non
conveniente».

«L’Archivio Storico comunale –
scrive ancora Annamaria Marra –
è chiuso da anni con conseguente
abbandono di un patrimonio
cartaceo centenario, che rischia
di andare distrutto nel totale disinteresse
degli amministratori.
Sfrattato dal palazzo ex Upim va
immediatamente riqualificato,
sistemato degnamente e riaperto
al pubblico. La Biblioteca
Acclavio buon polo culturale già
prima dell’era Stefano, merita
nuovi interventi e altre unità,
perchè attualmente il personale
sostiene turni che vanno
comunque riorganizzati, se si
vuole una biblioteca civica degna
di un comune capoluogo. Il
comune di Taranto ha trascurato
certamente l’offerta universitaria
e non ha mostrato adeguata
autorevolezza, nei rapporti con i
Rettorati di Bari. Gli asili nido da
anni vivono ogni giorno in piena
precarietà. L’assenza anche di un
solo operatore li mette in crisi.

Le insegnanti e i cuochi sono da
anni in numero insufficiente, vi
sono diversi casi di inidoneità
e hanno carichi di lavoro non
più sostenibili. Spetterà alla
nuova amministrazione intercettare
finanziamenti regionali
e comunitari per avviare percorsi
formativi professionali
utili a fronteggiare la carenza
di personale e la impossibilità
di assumere.
Quanto al “risanamento finanziario”
sbandierato da Stefàno: «Il
Consiglio comunale ha avuto difficoltà
ad approvare il bilancio
respinto peraltro dal Collegio
dei Revisori Contabili e i tagli
di spesa scriteriati imposti a
tutte le direzioni, ne mettono
a rischio l’operatività, dall’acquisto
della cancelleria ai contratti
di forniture e di servizi. È noto
che la direzione tributi è stata
istituita per conferire un altro
incarico di natura fiduciaria…

Questa costosa decisione della
giunta Stefano ha lasciato
comunque irrisolti i tanti problemi
relativi all’imposizione
tributaria, alle iniziative per
combattere l’evasione fiscale,
alla quantificazione e destinazione
delle entrate tributarie,
alla organizzazione del personale
continuamente esposto alle
aggressioni del pubblico.
Mentre la OSL non sembra volersene
andare da Taranto, forse
perchè non ritiene risolta la
vicenda dissesto che per Stefano
invece, sarebbe superata da
anni. Ruolo e prestigio vanno
restituiti all’Avvocatura civica,
caduta in disgrazia con l’attuale
amministrazione, nonostante i
rilevanti risultati ottenuti». Al
nuovo sindaco si chiede di evitare
gli errori commessi da Stefano,
allergico alle relazioni sindacali
ritenute un freno e non una risorsa.
Ostinatamente sordo alle
istanze dei dipendenti.

E se il Prefetto non si deciderà a
convocare le parti per esperire il
tentativo di conciliazione, ritardo
peraltro inspiegabile, la nuova
amministrazione dovrà occuparsi
immediatamente anche della
vertenza in atto dei dipendenti
comunali, per il ripristino della
produttività a partire dal 2016».

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