Cronaca

Veleni sulla Chiesa: “Non commento voci o illazioni”


TARANTO – Dietro la sua scrivania, nello studio di mons. Filippo Santoro, c’è la Madonna della Salute a fianco all’immagine del Papa. Pare che i tarantini, soprattutto i superstiti della Città Vecchia, le siano molto devoti. Ed è a lei, alla Madonna ed agli altri Santi che l’Arcivescovo di Taranto rivolge da giorni le sue preghiere affinché “illuminino lo spirito e l’anima di chi deve decidere sul futuro di migliaia di famiglie”. Il riferimento, è fin troppo facile, è al Tribunale del Riesame ed alla decisione dei giudici sul caso Ilva (di cui riferiamo a parte, ndr). “Una decisione pesante – confessa don Filippo – su una vicenda molto grave che merita non solo le mie ma le preghiere di tutta la comunità e dell’intera Diocesi”.

Don Filippo, lei ha annullato il suo viaggio in Brasile programmato da tempo per restare vicino ai tarantini in queste ore decisive. E’ preoccupato? “Il mio compito è stare dove c’è da difendere l’uomo in difficoltà, per questo ora il mio compito è restare a Taranto perchè così farebbe Gesù”. Mi pare che anche il Papa sia al suo fianco in questo momento, e al fianco dei tarantini. “Qualcuno si è meravigliato dell’intervento del Pontefice quando ha parlato di Taranto all’Angelus. Ma non c’è nulla dietro. Io ho parlato del caso Ilva durante la Conferenza Episcopale Italiana il 24 maggio scorso, subito dopo l’intervento del Cardinal Bagnasco incentrato, appunto, sul tema del lavoro. In quella circostanza molti Vescovi mi hanno confidato che hanno problemi simili nelle loro Diocesi e in quel momento la Segreteria di Stato ha ritenuto opportuno informarne il Santo Padre”. Nessun complotto, allora. E, visto che ci siamo, che cosa mi dice del presunto coinvolgimento di alcuni ecclesiastici del passato nell’inchiesta sulla corruzione in atti giudiziari? “Sul passato non ho elementi per un giudizio approfondito, anche perchè fino all’anno scorso vivevo immerso in altri gravi problemi, dall’alluvione a Rio al dramma della povertà. E poi, non mi posso avventurare a commentare voci o illazioni, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura”. Lei personalmente che cosa si aspetta dal lavoro dei giudici? “Io non mi aspetto nulla, posso solo pregare e nutrire speranza. E’ per questo che l’altra settimana abbiamo organizzato una veglia di preghiera per l’ambiente e per il lavoro. Non ricordo se l’ho già fatto, ma colgo l’occasione per ringraziare le migliaia di tarantini che hanno partecipato, pure se avvisati all’ultimo momento”. In effetti le va riconosciuto che lei è stato attivissimo fin dall’inizio nel cercare soluzioni di aggregazione e di condivi-sione, sia dei cittadini che della politica. “Favorire l’unità tra i responsabili dell’azione politica per facilitare la concertazione e mettere insieme tutti coloro che hanno il potere di decidere è stato uno dei primi impegni che ho preso con i Tarantini”. E su questo punto devo dire che è andato a segno. “Anche se tardi, grazie a Dio, la politica si è finalmente mossa, e se oggi abbiamo un decreto legge per le bonifiche a Taranto il merito è in parte delle nostre preghiere. Non so se basterà ma è un inizio per una nuova speranza”.

Michele Mascellaro

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