31 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 31 Ottobre 2020 alle 15:37:55

Cronaca

L’atto d’accusa di Matacchiera

Polemica nel fronte ambientalista


Prima il tentativo, fallito, di
candidarsi a sindaco. Poi il lungo silenzio.

Oggi, Fabio Matacchiera torna a parlare.
E lo fa con una polemica frontale
nei confronti del mondo ambientalista,
rivelando retroscena finora sconosciuti.
«Prima ancora di isolarmi, in realtà, –
spiega Matacchiera – sono stato isolato
a causa del mio modo di fare ritenuto
troppo rigido e abbastanza lontano
dalle ideologie politiche di sinistra che
invece pervadevano e pervadono le
menti di molti ambientalisti. Quando,
poi, ho toccato, direi sfiorato, alcune
tematiche sociali, come quella della
immigrazione clandestina, ho scatenato
le loro ire. Io manifestavo le mie preoccupazioni
su questi flussi clandestini
per i quali ho sempre auspicato maggiori
controlli, anche in considerazione del
fatto che dietro a tutti questi traffici,
ci fosse anche la mano della malavita,
loro, gli ambientalisti, invece, incitavano
alla accoglienza senza se e senza
ma e, naturalmente, senza controlli, in
una città, tra l’altro già piena di suo di
problemi interni ancora non risolti».

Matacchiera parla di insulti ricevuti da
ambientalisti sui social network, poi
rivela due retroscena. Il primo: «A dimostrazione
che non volevo la scissione
delle anime ambientaliste e che non
volessi fare il “solista”, come vogliono
far credere gli altri ambientalisti, c’è il
contatto che ho fortemente voluto, con
la parlamentare europea dei 5 Stelle,
Rosa D’Amato, allorquando le chiesi di
poterla incontrare. L’appuntamento c’è
stato il 25 agosto 2015, presso il suo
ufficio di Corso Piemonte a Taranto e
la conversazione fu molto cordiale. In
quella occasione, le comunicai la mia
disponibilità a candidarmi per il movimento
5 Stelle, non specificamente
come sindaco, ma nelle sue liste per
dare un valore aggiunto al movimento,
sicuro di poter contare su un buon
numero di sostenitori. Proposi anche
a Rosa D’Amato di unire tutto il fronte
ambientalista o parte di esso per poter,
una volta per tutte, sbaragliare quei
partiti politici che, nel corso degli anni,
avevano affossato la città di Taranto.

Purtroppo, però, la mia proposta non ha
avuto seguito e non ne conosco bene i
motivi, forse perché occorreva attenersi
a delle procedure complesse e blindate
che il regolamento di quel movimento
prevedeva? O perché c’erano altri motivi che non mi sono stati detti esplicitamente?
Insomma, mi furono prospettate
una serie problematiche che mi avevano
fatto capire che né per me, né per gli
ambientalisti esterni a quel movimento
ci sarebbe potuto essere spazio».
Arriviamo a febbraio 2016, quando Matacchiera
pensa di scendere in campo:
«Immediatamente arrivarono notizie
che la mia eventuale candidatura non
era stata accolta positivamente dal
fronte ambientalista che si dimostrava
molto critico a causa delle mie idee che,
secondo loro, ricordavano troppo Cito ed
il fascismo. Insinuazioni e dichiarazioni
che smentivo e rimandavo al mittente
perché assurde e non veritiere. Non
mi fu difficile capire in poco tempo
che tutta questa avversione e timore
motivati da una scelta di un candidato
diverso che era già stata fatta in seno
all’area ambientalista.

La scelta era
quella di Vincenzo Fornaro. Persona
nei confronti della quale permane la
mia simpatia e stima come uomo, ma
non altrettanto come ambientalista,
poiché ho sempre pensato che essere
ambientalista significhi ben altro. Un
vero ambientalista non aspetta che la
mannaia dell’inquinamento lo colpisca
tra capo e collo, un vero ambientalista
lotta affinché quella mannaia possa
essere spezzata prima ancora di cadere.
Fornaro ha visto per decenni quello
che accadeva proprio di fronte alla sua
masseria, assistendo, come se si trovasse
davanti ad un enorme schermo
di un cinema, a scenari inquietanti dai
mille colori senza mai fare alcunché,
fino a quando non hanno “toccato”
il suo gregge! Però, un sindaco come
Vincenzo Fornaro, più duttile, avrebbe
potuto soddisfare, sicuramente meglio
di me, le richieste e le esigenze un po’ di
tutti, specialmente quelle della sinistra
più estrema, compresi i centri sociali e
le organizzazioni che gravitano attorno
ai flussi migratori».

«Questa situazione imbarazzante – prosegue
Matacchiera – creata dalla ipotetica
presenza di due candidati sindaci
“ambientalisti”, costrinse la coalizione
di Vincenzo Fornaro a chiedere al sottoscritto
un incontro che avvenne presso
al mia abitazione il 1 dicembre 2016.
Oltre allo stesso Fornaro, erano presenti
altre tre persone del suo entourage che
io già conoscevo. Mi fu chiesto esplicitamente
se avessi potuto sostenere
Fornaro, loro candidato sindaco prescelto.
La mia risposta fu inizialmente
sì, ma non ebbi risposta da loro alla
domanda se avessero fatto altrettanto
con me, nel momento in cui avessi preso
io la decisione di candidarmi in prima
persona. Il loro silenzio, presumo, era
dovuto al fatto che la loro decisione
di candidare Fornaro era stata già
presa.

Dopo un periodo di riflessione,
abbastanza sofferto, in cui leggevo sui
social molti commenti negativi, fatti
da parte di “quegli ambientalisti” sulla
mia possibile candidatura ritenni di non
mescolarmi in quei giochi poco chiari e
poco trasparenti e soprattutto già decisi
a tavolino. A quel punto presi la decisione
autonoma di propormi alla città come
eventuale candidato sindaco».
Il resto è storia nota.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche