17 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

Cronaca

Presi i signori della droga. Tutti i nomi

Una coppia a capo di un gruppo che operava ai Tamburi


Marito e moglie
avevano la leadership di un
gruppo di trafficanti di droga
che operava soprattutto ai
Tamburi.

Francesco Vitale,
44 anni, disoccupato e la
moglie, Rosa De Leonardo,
42, casalinga, avevano messo
su una rete di spaccio solida,
occupandosi, anche in prima
persona di tutte le attività
normalmente suddivise tra i
vari associati: acquisto della
droga dai fornitori, trasporto
nei luoghi di custodia, taglio
e suddivisione, consegna
agli incaricati dello spaccio
sulle piazze, riscossione dei
proventi.

Tredici arrestati e
trantanove indagati a piede
libero.
“Sangue Blu”, il nome dell’operazione
scattata all’alba di
oggi, è legato ad una conversazione
nella quale proprio
Francesco Vitale fa emergere
la propria idea di essere il
capo di una famiglia di rango,
una famiglia appunto di sangue
blu. Per gli investigatori
a quella affermazione, sia la
moglie che la figlia avrebbero
reagito asserendo come il
congiunto si sentisse un re,
un boss con idee bellicose
in testa.

E all’alba di ieri il blitz
dei carabinieri dell’Aliquota
operativa della Compagnia
di Taranto, in collaborazione con i loro colleghi del Reparto
operativo e del Nucleo Cinofili
di Modugno. Hanno notificato
13 provvedimenti restrittivi
(9 in carcere e 4 agli arresti
domiciliari) emessi dal gip
del Tribunale di Lecce, dott.
Michele Toriello, su richiesta
del sostituto procuratore
della Direzione distrettuale
antimafia di Lecce, dottor
Alessio Coccioli.

Sono finiti
in carcere con l’accusa di
associazione per delinquere
finalizzata al traffico e allo
spaccio di sostanze stupefacenti
oltre a Francesco Vitale
e Rosa Leonardo, il 40enne
Gaspare Bevilacqua, il 41enne
Cataldo Catapano, 43enne
Francesco De Bartolomeo, il
49enne Michele Derchia, il
36enne Alessandro Masella,
il 36enne Girolamo Masella, il
42enne Angelo Pizzoleo. Agli
arresti domiciliari, invece,
solo per detenzione ai fini di
spaccio di sostanze stupefacenti,
il 29enne Alessandro
Castiglione, il 41enne Leonzio
F ontana, il 43enne Tiziano
Galileo, il 46enne grottagliese
Diego Vestita. Le indagini,
condotte tra il 2014 ed il 2016
dai carabinieri dell’Aliquota
operativa della Compagnia
di Taranto hanno fatto luce
su un intenso traffico di
stupefacenti nel capoluogo
jonico.

Grazie a servizi di appostamento
e pedinamento e
a intercettazioni telefoniche
ed ambientali, è emerso che
l’organizzazione gestiva un
lucroso traffico di cocaina,
eroina e hashish, che acquistava
a Torre Annunziata in
provincia di Napoli e a Bari.
Ai Tamburi si rifornivano tossicodipendenti
provenienti
dalla provincia jonica, ma
anche dalle province di Bari
e Brindisi e dalla Basilicata.
Il denaro incassato veniva
utilizzato per acquistare nuovi
carichi di droga oltre che
“retribuire” custodi, corrieri,
staffette e spacciatori.

Per
l’accusa la personalità criminale
di Vitale e la sua leadership
sono emerse quando a
casa sua è andato un sorvegliato
speciale con obbligo
di soggiorno, il quale gli ha
dimostrava ammirazione e
quella riverenza riservata di
solito ai boss di quartiere.
Il sorvegliato, infatti, gli ha
chiesto il benestare per formare
un gruppo di spacciatori
all’interno delle case parcheggio
di via Machiavelli.
Nelle indagini è venuta a galla
anche la disponibilità di armi
da parte di Vitale. In una
conversazione intercettata in
un’autovettura, mentre si trova
in compagnia di sua moglie
Rosa De Leonardo, riferisce
di dover andare a consegnare
“la pistola”, per la successiva
custodia, a Cataldo Catapano.

In altre conversazioni con
Alessandro Masella, riferisce
di aver recuperato una pistola
marca Bernardelli e gli chiede
di custodirla in un posto
sicuro.

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