14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

Progetto “Pesca sicura”, Puglia prima in Italia

Ultimato il piano triennale che ha coinvolto 180 addetti e 45 imbarcazioni


Pesca sicura, ultimato
in Puglia il primo progetto in
Italia.

45 imbarcazioni di ogni
tipologia di pesca sottoposte
a verifiche del ciclo di lavorazione
in tutte le marinerie
pugliesi, da Peschici a Marina
di Leuca. 150 visite mediche
condotte sui lavoratori, in
particolare ortopediche e dermatologiche.
180 addetti che
hanno partecipato agli eventi
formativi con la raccolta di
questionari. Sono solo alcuni
dei numeri del progetto “Pesca
Sicura” realizzato nell’arco
di un triennio in Puglia grazie
allo sforzo organizzativo che
ha visto la collaborazione
della Direzione Regionale
dell’Inail e l’Osservatorio
Nazionale della Pesca con il
coinvolgimento delle Capitanerie
di Porto e, soprattutto,
degli stessi pescatori sensibilizzati
alla problematica della
salute e sicurezza a bordo.

I risultati dell’iniziativa, la
prima del genere in Italia,
sono stati illustrati nel corso
di un incontro svoltosi a Bari
presso la sede dell’Inail e
saranno utili a definire delle
linee guida per il settore della
pesca sul delicato fronte della
salute e della sicurezza sul
lavoro.
“Creare una cultura sulla salute
e la sicurezza del lavoro a
bordo dei motopescherecci è
da sempre una delle priorità
delle attività dell’Osservatorio
Nazionale della Pesca”,
ha sottolineato il presidente
dell’ente bilaterale Emanuele
Sciacovelli che ha evidenziato
come “la ripetitività delle
attività a bordo provoca un
abbassamento del livello di
attenzione: non a caso – ha
spiegato il Presidente Sciacovelli
– nel comparto ittico, la
maggior parte degli infortuni
è di tipo ricorrente e ripetitivo
e gli incidenti sul lavoro
in questo settore, a livello
comunitario, presentano un
indice 2.4 superiore rispetto
alla media degli altri settori
produttivi con una mortalità
circa 10 volte maggiore.

Di qui
– ha aggiunto il Presidente
dell’Osservatorio Nazionale
della Pesca – la necessità che
pescatori ed armatori prendano
sempre più coscienza
dell’importanza della prevenzione.
La salute e la sicurezza
sono un diritto di tutti,
l’adozione di comportamenti
corretti è un dovere dei singoli
– ha concluso Sciacovelli –
preannunciando l’obiettivo di
integrare, con un protocollo
regionale, la normativa nazionale
in materia sperando che
con questo progetto la Puglia
faccia da apripista anche in
altre regioni”.
“I risultati raggiunti e gli
studi condotti con questa
iniziativa – ha affermato
Giuseppe Gigante, Direttore
regionale Vicario dell’Inail
Puglia – sono unici in Italia,
in un settore, quale quello
della pesca, escluso dalle previsioni
normative del Testo
Unico sulla Salute e Sicurezza
sul Lavoro (D. Lgs. 81/08 e
s.m.i.).

Con questo progetto
si sono volute creare le basi
per realizzare una strategia
mirata ad innalzare i livelli di
competenza e di conoscenza
degli operatori della pesca in
materia di prevenzione degli
infortuni, igiene e sicurezza
sul lavoro”.
Il progetto nelle sue diverse
articolazioni è stato illustrato
da Mario Tavolaro, referente
medico per la prevenzione
dell’Inail Puglia, che ha messo
in risalto l’individuazione dei
principali fattori di rischio sia
di tipo infortunistico, legati
all’uso delle attrezzature a
bordo nave, che di natura
tecnopatica, cioè connessi
all’esposizione a rumore, alle
vibrazioni, alle condizioni
climatiche, alle sostanze
chimiche e al sovraccarico
bio-meccanico. Tutti i fattori
di rischio indagati sono stati
diversificati per le varie tipologia
di pesca e di allevamento
esaminate quali: strascico,
palangaro, reti da posta,
circuizione, vongolara nonché
la mitilicoltura.

Quindi,
dopo la mappatura dei rischi
connessi all’esercizio della
pesca, sono stati suggeriti
sia protocolli di sorveglianza
sanitaria sia misure di prevenzione
e protezione derivanti
dall’applicazione di soluzioni
tecniche e comportamenti
corretti. Altre attività del
progetto “Pesca Sicura” hanno
riguardato la costruzione
di una anagrafe sanitaria sullo
stato di salute dei lavoratori
marittimi, con particolare
riferimento alle patologie
della pelle e problematiche
muscolo-scheletriche. I risultati
scientifici e gli studi
condotti saranno analizzati
nel dettaglio e discussi in un
seminario tecnico-formativo
che si terrà entro la fine
dell’anno. Inoltre, a seguire,
verranno realizzati opuscoli
informativi anche multilingue
da divulgare fra gli operatori
del settore.

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