Cronaca

Comune di Taranto senza… controllo

La Corte dei Conti: «Fattori di rischio anche legati a fenomeni di corruzione»


«Limitata adeguatezza del
sistema dei controlli interni ai fini del
rispetto delle regole contabili e dell’equilibrio
di bilancio».

L’ultima batosta,
all’Amministrazione comunale guidata
dal sindaco uscente Ippazio Stefàno, è
arrivata dalla Corte dei Conti.
Lo scorso 12 giugno (il giorno successivo
al primo turno delle elezioni
comunali), i magistrati della sezione
regionale di controllo per la Puglia si
sono pronunciati sul funzionamento
dei “controlli interni” all’Ente relativamente
al bilancio 2015.

Oggi, TarantoBuonasera è in grado di
ripercorrere i passaggi chiave della
relazione stilata dagli esperti. La
deliberazione descrive con dovizia
di particolari lo stato dei “controlli”
all’interno dell’Amministrazione
comunale che, proprio stasera, vede
il passaggio di consegne tra Stefàno
ed il nuovo sindaco Rinaldo Melucci.
Il giudizio riservato al sistema dei
controlli di Palazzo di Città è tutt’altro
che lusinghiero.
«L’Ente presenta alcune criticità in
merito al controllo di regolarità amministrativa.
Il controllo di gestione –
prosegue la Corte dei Conti – necessita
di essere implementato attraverso un
sistema di contabilità analitica per
centri di costo, mentre l’Ente non
ha pienamente attivato il controllo
strategico e il controllo sulla qualità
dei servizi erogati. Il regolamento sui
controlli interni non risulta interamente
conforme al quadro normativo
di riferimento per gli enti locali. Il
controllo sulle società partecipate,
infine, necessita di essere rafforzato».

Entrando nello specifico, emergono le
prime anomalie.
«In merito al controllo di regolarità
amministrativa e contabile, da
assicurarsi nella fase successiva al
completamento dell’atto, è svolto dal
Nucleo di Controllo Interno Unificato,
composto dal Segretario Generale
con funzioni di presidente e da due
componenti esterni individuati dal
sindaco. Tale organismo – si legge
nella relazione della Corte dei Conti
– non è al suo interno adeguatamente
disciplinato. Infatti, nel regolamento,
non sono chiarite: la composizione
del nucleo, le funzioni dello stesso,
le modalità di nomina, i compensi».

Ma c’è di più, perchè il Comune di
Taranto è dotato di due organismi
esterni: il Nucleo di Valutazione
«previsto espressamente dall’art. 14
della legge n. 150/2009, deputato
alla misurazione e valutazione della
performance oltre che allo svolgimento
di attività di supporto per il
controllo strategico» ed il Nucleo
Unificato di controllo interno «non
previsto da alcuna specifica norma,
che si occupa del controllo successivo
di regolarità amministrativa». I
tecnici giudicano questa circostanza
«particolarmente rilevante se si considera
che, a partire dal 2009 ad oggi,
gli incarichi di componenti del Nucleo
Unificato di Controllo del Comune di
Taranto siano stati attribuiti e prorogati
triennalmente ai medesimi due
professionisti ininterrottamente con
decreti sindacali».

Criticità anche
per ciò che riguarda le tecniche di
campionamento utilizzate per la
selezione degli atti/provvedimenti
da sottoporre a controllo di regolarità
amministrativo-contabile. In questo
caso la Corte dei Conti intravede
«fattori di rischio, anche legati a
fenomeni di corruzione, che caratterizzano
maggiormente alcuni provvedimenti
rispetto ad altri».

Il Comune,
infatti, effettua l’esame del 10%
degli atti adottati da ogni dirigente
e da ciascun organo politico, scelti
secondo una selezione casuale. Per i
tecnici, invece, «sarebbe opportuno
che alcuni atti, pur non rientrando
nella selezione effettuata, venissero
comunque sottoposti a controllo se
di importo rilevante o se attinenti
ad un’area particolarmente rischiosa
di gestione».
Anche il referto del controllo di
gestione risulta parziale in quanto
«non contiene un’analisi della spesa
per servizi, nè l’indicazione, per i
servizi più significativi di indicatori di
efficacia, efficienza ed economicità».

Rilievi anche per quanto riguarda la
mancata approvazione, nei termini
fissati dalla legge, del bilancio di
previsione 2015: «indebolisce il
ruolo degli strumenti di programmazione,
che dovrebbero essere adottati
in tempi congrui per orientare la gestione
dell’esercizio».
Dall’istruttoria svolta dalla Corte dei
Conti, poi, è emerso che «l’Ente non
ha istituito nel 2015 un sistema di
controllo della qualità dei servizi
erogati, sia direttamente sia mediante
organismi esterni» come richiesto
dal Testo Unico degli Enti locali. Infine
«emerge un quadro di scarso controllo
da parte dell’Ente sul sistema delle
partecipate, soprattutto con riferimento
alle società Amiu ed Amat».

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