25 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2021 alle 06:51:29

Cronaca

Morte del ricercatore tarantino, scattano 3 condanne

Il verdetto è stato emesso dal tribunale monocratico di Brindisi


Falesia killer: tre
condanne per la morte del
ricercatore tarantino.

Il verdetto è stato emesso
nel tardo pomeriggio di venerdì dal tribunale monocratico
di Brindisi per la morte di
Paolo Rinaldi, il ricercatore
tarantino travolto da una
frana sulla falesia di Apani
nell’area protetta gestita dal
Consorzio di Torre Guaceto.
Rinaldi la mattina del 21
ottobre del 2010 fu investito
da una frana staccatasi dalla
falesia sovrastante e seppellito
da numerosi e pesanti
detriti caduti dall’alto che
gli hanno provocato un grave
politrauma da schiacciamento
che lo ha portato alla morte.
Il giudice monocratico ha
inflitto 1 anno e mezzo a
Vincenzo Epifani, legale rappresentante
dell’Ente; 2 anni
a Franco Nicola Marinò, il
quale aveva il compito di accompagnare
i tirocinanti e 3
anni ad Alessandro Ciccolella,
direttore.

Sono stati assolti
Carlo Cioffi, ex dirigente della
ripartizione Urbanistica del
Comune di Brindisi, difeso
dall’avvocato Roberto Cavalera; Umberto Ruggiero ed Ettore
Ruggiero, entrambi dell’Uni.
Versus, presso cui operava la
vittima, perché il fatto non
sussiste.
Assoluzione anche per Uni.
Versus-Csei (Consorzio universitario
per la formazione
l’innovazione) e il Consorzio di
Torre Guaceto, in quanto soggetti
socialmente responsabili,
perché il fatto non sussiste. Il
giudice ha riconosciuto il beneficio
della sospensione della
pena e della non menzione a
Vincenzo Epifani e a Franco
Nicola Marinò. Entrambi, insieme
a Alessandro Ciccolella e al
responsabile civile Consorzio
di Torre Guaceto, nella persona
del legale rappresentante pro
tempore, sono stati condannati
al risarcimento dei danni
in favore della parte civile e
cioè dei familiari del giovane
ricercatore, il risarcimento sarà
definito in sede civile.

E’ stata disposta una provvisionale,
come chiesto dagli
avvocati Leonardo La Porta,
Annarita D’Errico e Pasquale
Annicchiarico. Le motivazioni
saranno depositate tra 90
giorni.

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