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23 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Maggio 2022 alle 22:57:00

Cronaca

«Mazzata sui trasportatori». Settore in ginocchio

Beffa sulla prededuzione dei crediti


«Miliardi per salvare le banche:
salvi i posti di lavoro (non tutti!),
salvi i piccoli creditori. Mettiamola pure
così. Non senza qualche riserva ovviamente,
ipotizzando che altre potevano
essere le soluzioni.

Nessun intervento
concreto, invece, per salvaguardare
centinaia di aziende dell’appalto Ilva,
messe in ginocchio dalla nota vicenda
giudiziaria che ha interessato l’acciaieria
tarantina, finita in amministrazione
straordinaria».
Così il parlamentare Gianfranco Chiarelli.
«Una piccola, ma importante, boccata
d’ossigeno sarebbe venuta, in particolare
per gli autotrasportatori, dalla prededuzione
di crediti pregressi che avrebbe
garantito un canale preferenziale in relazione
ad un ammontare complessivo di
25 milioni di euro.

Il giudice delegato ha
però detto no. Avrà avuto le sue ragioni
ovviamente e, come è giusto che sia, di
fronte ad un provvedimento di natura
giudiziaria, occorre limitarsi ad attivare
le previste procedure di opposizione. La
questione è però politica. E’ arrivato il
momento di comprendere quale sia davvero
l’interesse del governo per Taranto.
Venticinque milioni rispetto ai miliardi
pubblici (alla fine saranno più di otto!)
spesi per le banche venete sono davvero
nulla, ma, soprattutto hanno un indiscutibile
ed assoluto valore sociale per un
territorio martoriato come quello della
provincia ionica.

Comprendo lo stato
d’animo di tanti piccoli imprenditori che
rischiano concretamente di dover chiudere
di fronte a questa ennesima beffa;
sarò ancora una volta al loro fianco in
ogni forma di legittima protesta, e mi
attiverò con ogni strumento utile per
sollecitare il governo». Ad intervenire
sullo stesso tema è anche il consigliere
comunale Tony Cannone: «A Milano
ieri si è compiuto l’ultimo atto con cui
si celebra il funerale delle imprese di
autotrasporti di Taranto e molto probabilmente
di tutto l’indotto fidelizzato da
sempre a Ilva.

Il Tribunale di Milano dopo numerosi rinvii
delle udienze relative alla definizione
dell’accertamento dei crediti, che le
Imprese vantano dal 2014 nei confronti
dell’Ilva che lo Stato ha confiscato ai
Riva e Commissariato, ha sovvertito
quanto proposto dai Commissari in
relazione ai decreti che si fregiavano
come la risoluzione della crisi Ilva, ed
ambientale , sanitaria e economica di
Taranto, facendo diventare i crediti da
prededucibili a chirografari.
In pratica le imprese che speravano di
evitare il fallimento per le gravose perdite,
ora ne hanno certezza con questa
dichiarazione. Si sono spesi fiumi di
denaro per sostenere quest’Azienda a
danno esclusivo delle imprese che da
tempo ricevono con ritardo anche i
pagamenti correnti e con scarse commesse
di lavoro… Si finanzia la salvezza
di banche venete e si buttano a mare
centinaia di imprese e famiglie.

Spero che il sindaco voglia immediatamente
convocare a Taranto i Commissari
Ilva, Il Ministro dello Sviluppo
economico e il presidente della Regione
con i rappresentanti delle Imprese e
dei Sindacati che le rappresentano ,
per trovare entro pochissimi giorni una
soluzione che eviti la chiusura delle
Imprese, con un ulteriore irreparabile
danno all’economia del territorio».

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