21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 08:05:48

Cronaca

L’estate più nera degli ultimi 15 anni


TARANTO – “Siamo sicuramente di fronte all’estate più nera degli ultimi 15 anni, con una crisi che va da nord e sud, e che peserà inevitabilmente su tutti i settori non solo sull’alberghiero ma anche su la ristorazione, e sul commercio legato al turismo”. Non usa mezzi termini Francesco Palmisano, presidente provinciale di Federalberghi, per commentare il calo di turisti in arrivo nell’arco ionico. “In regioni come la Puglia (dove si sta registrando un calo di circa il 20%) manca una cultura del turismo che ( se si esclude parte del Salento ed il Gargano) veda impegnati gli Enti pubblici, a partire dalle Amministrazioni locali, nel sostenere gli sforzi portati avanti dalle imprese del settore, lasciate spesso in splendido isolamento, come cattedrali nel deserto, in territori, e la provincia di Taranto – spiega Palmisano in questo ‘brilla’ con il suo palmares di Comuni in difetto, addirittura privi dei servizi primari: acqua potabile, fogna, illuminazione pubblica, raccolta rifiuti, igiene e decoro urbano, rete viaria, cura degli spazi pubblici.

Amministrazioni non solo inadempienti ma anche distanti e disorganizzate, non in grado cioè di offrire un minimo di interlocuzione all’imprenditore, spesso costretto a girovagare da un ente all’altro o da un ufficio pubblico all’altro, per il rilascio di una banale autorizzazione, se non addirittura per ottenere informazioni attendibili su una procedura come può essere ad esempio quella -ad inizio della stagione balneare- di pulizia delle spiagge, che non solo è a carico del privato, ma può essere causa di sanzioni pecuniarie a più zeri”. Il presidente di Federalberghi focalizza quindi la sua attenzione sull’esercizio abusivo della provessione “di fronte al quale le Amministrazioni pubbliche sembrano incapaci di organizzare una minima attività di controllo. Migliaia di posti letto sparsi sul territori, un vero e proprio esercizio abusivo dell’accoglienza, naturalmente lontano dagli occhi del fisco. I danni economici che ne derivano per il settore alberghiero – continua Palmisano – sono enormi: se dovessimo calcolare tutte le persone che ogni estate soggiornano nelle camere in fitto, nelle villette e negli appartamenti dei residence allocati in zone turistiche, il numero delle presenze sul territorio raddoppierebbe. E’ un sommerso che non solo provoca un mancato guadagno all’alberghiero, ai campeggi e ai B&B in regola, ma che addirittura implica dei costi per la comunità (sicurezza, igiene, raccolta rifiuti, viabilità etc.) privi di un ritorno. E’ inammissibile che gli imprenditori del settore debbano patire una concorrenza sleale di queste proporzioni e debbano contestualmente essere esposti ai mille controlli che ogni anno vengono effettuati da Asl, Nas, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Capitaneria di porto, etc. e debbano farsi carico di oneri e costi avvolte molto elevati per mantenere le strutture in regola con le normative, quando vi è poi chi a fine stagione mette in tasca danaro fresco senza pagare una sola lira di tasse e riducendo al minimo i costi di gestione”. Quindi l’appello alla politica ed agli amministratori “Se il turismo è qualcosa di più di un bel concetto di cui riempirsi la bocca, mettano in atto politiche serie che dimostrino la reale volontà di creare le condizioni per dare una svolta seria alla nostra economia”.

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