14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

Edifici a rischio: non solo Città Vecchia

Paolo Campagna: in passato in Italia si è costruito tanto e male


TARANTO – «In Italia, e non solo a Taranto, l’80% degli edifici sono stati costruiti prima degli anni ‘70. Possiamo dire che si è costruito tanto, e male, tra gli anni ‘50 e gli anni ‘70». Il presidente dell’Ance Taranto, Paolo Campagna (nel tondino), parla dopo la tragedia di Torre Annunziata, il collasso del palazzo che ha inghiottito la vita di otto persone.
Immagini che hanno fatto tornare alla mente il crollo di vico reale, nella nostra città vecchia, nel 1975; e quello, di dieci anni dopo, a Castellaneta, in viale Verdi. «L’errore è ritenere che il bene immobile sia eterno, infinito. Non è così» spiega Campagna «ed in ogni caso non si può non considerare l’assoluto bisogno di una manutenzione strutturale, e costante. Questo è anche un’opportunità, ed è un discorso che riguarda interi quartieri di Taranto. Accanto alla cosiddetta ‘rigenerazione urbana’ c’è da considerare la questione, importante, del consolidamento. Si è iniziato un ragionamento, in questo senso, con la Regione».
Quando si parla di edifici a rischio, il primo pensiero va alla città vecchia. «Lì parliamo di un’altra cosa. La città vecchia è come divisa in due, separata da via Duomo. Ipogei ed edifici di pregio hanno criticità; ma il problema maggiore è la ‘parte povera’, con una percentuale di abitabilità bassissima». Il Contratto di Sviluppo per Taranto può venire in soccorso? «In realtà nel CiS, oltre all’housing sociale, su questo c’è poco. Somme non eccessive, con il Comune che deve decidere cosa fare. Ed anche il Concorso di Idee è esente da finanziamenti». L’intervento privato può rappresentare una soluzione? «Che sia privato o pubblico-privato, quello che è necessario è che ci sia un quadro certo in cui operare, per 5-10-20 anni».
«Il crollo dell’edificio di Torre Annunziata riaccende drammaticamente i riflettori su un tema che viene talvolta colpevolmente dimenticato dalle istituzioni, nazionali e locali, quello di un patrimonio immobiliare spesso vecchio, fatiscente, nei centri cittadini come nelle periferie» dichiara l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia, componente della commissione Ambiente della Camera dei Deputati. «Se è vero che insieme alla Campania la Puglia è una delle regioni italiane con il maggior numero di edifici a rischio crollo, l’Ance regionale ne individua addirittura 150 mila, è altrettanto vero che non è più possibile aspettare che la soluzione scenda da sola dal cielo. A Taranto, ad esempio, nella città vecchia e non solo, sono evidenti anche ad un primo sguardo alcune situazioni di rischio, anche grave, per l’incolumità di residenti e passanti. Per quanto riguarda il capoluogo ionico rivolgo un invito al primo cittadino neoeletto, Rinaldo Melucci, ad avviare una mappatura dell’intero territorio comunale, con un censimento effettuato anche atraverso la polizia municipale e gli uffici tecnici. Rendere più stringente la normativa di sicurezza è sì importante, ma non sufficiente. Evitare crolli e tragedie è un dovere, ma per poterlo fare è necessario conoscere bene lo stato del patrimonio».

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