Cronaca

Posti di blocco ovunque. Così Taranto è blindata


TARANTO – Tramontone e Tamburi, quartieri dove in una settimana si sono contati un morto ammazzato e tre feriti. Ma anche il lungomare, dove passeggiano i turisti, e poi viale Virgilio, e poi Salinella e Paolo VI, gli altri rioni che sono cosiderati a rischio. E’ l’immagine di una Taranto blindata, con posti di blocco e checkpoint che si susseguono, quella che la recrudescenza della mala consegna in questa lunga vigilia di Ferragosto. I carabinieri stanno assediando i fortini della criminalità con una raffica di perquisizioni e di posti di blocco. Le operazioni coinvolgono anche la Polizia, con le forze dell’ordine impegnatissime da nove giorni a questa parte.

La macchina dei controlli viaggia veloce da quando un killer in moto ha colpito in via Mediterraneo, uccidendo Nicola Nibbio. Giovedì sera, invece, esattamente una settimana dopo, l’agguato in via Orsini. Perquisizioni domiciliari nei due quartieri a caccia delle armi, pistole calibro 9 e 7.65, e di tracce che possano portare agli autori dell’omicidio e del triplice tentativo di omicidio. Sotto osservazione sorvegliati speciali e persone sottoposte agli arresti domiciliari. Carabinieri e poliziotti, coordinati dai pubblici ministeri Perrone e Festa, stanno eseguendo decine di controlli. Raffica di perquisizioni ma anche di interrogatori per fare luce sul primo omicidio della nuova guerra di mala che si è scatenata tra Talsano e Tramontone e nel quartiere Tamburi. Gli investigatori del Comando provinciale di viale Virgilio hanno puntato i riflettori sui gruppi criminali che si stanno facendo la guerra nei quartieri situati alla periferia della città. Ma, come detto, ad essere presidiato è anche il borgo (nella foto dello studio Renato Ingenito un posto di controllo nella centralissima piazza Ebalia). Sugli ingressi e le uscite dalla città vigiliano carabinieri e polizia. Ci sono un assassino ed un commando da trovare, subito. E non ci si fermerà sino a che l’obiettivo non sarà raggiunto, fanno trapelare gli investigatori.

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