Cronaca

Pesca con le bombe, chiesti 90 anni di carcere. Tutti i nomi

Processo Poseydon: il 14 settembre la sentenza del gup per quattordici imputati


Pesca di frodo con
le bombe, chieste 14 condanne
nel processo “Poseydon”.

Il pm Mariano Buccoliero ha
chiesto al gup Benedetto
Ruberto, che sta celebrando il
processo con il rito abbreviato,
la condanna a 8 anni per
Cosimo Pizzolla; a 6 anni e 8
mesi per Antonio Boccuni; a
6 anni per Giuseppe Caputo;
a 8 anni per Salvatore De
Pace; a 8 anni per Cosimo De
Pace; a 6 anni e 8 mesi per
Carlo Pizzolla; a 6 anni e 8
mesi per Domenico Caputo;
a 4 anni e 8 mesi per Giuseppe
Mazzoccola; a 4 anni e 8
mesi per Michele Caforio; a 4
anni e 8 mesi per Emanuele
D’Ippolito; a 4 anni e 8 mesi
per Francesco D’Ippolito; a 6
anni e 8 mesi per Giacinto De
Pace; a 6 anni per Gioacchino
De Pace; a 6 anni e 8 mesi per
Agostino Axo. Nell’udienza di
stamattina le arringhe degli
avvocati Maurizio Besio,
Marcello Ferramosca, Filiberto
Catapano Minotti e Samantha
Dellisanti.

Il prossimo 14 settenbre
prima della sentenza in
programma le arringhe degli
avvocati Salvatore Maggio,
Fabrizio Lamanna, Angelo
Casa e Luigi Esposito.
I quattordici imputati furono
arrestati (cinque in carcere e
nove ai domiciliari) lo scorso
anno durante una operazione
condotta da Finanza e Guardia
Costiera. Secondo l’accusa
avrebbero devastato con le
bombe i fondali del mar Piccolo.
Rispondono di eco-reati
come inquinamento e disastro
ambientale ma anche di fabbricazione
e detenzione di
ordigni e di furti sulle navi
militari.

Dalle indagini iniziate nel
luglio del 2015 dopo la telefonata
di un cittadino che
segnalava alla Capitaneria di
Porto un forte boato in mar
Piccolo, nei pressi della banchina
del deposito carburanti
dell’Aeronautica militare,
è emerso che gli indagati
fabbricavano le bombe con
residuati bellici recuperati
in mare per poi utilizzarle
per la devastazione dei
fondali. Finanza e Guardia
costiera durante le indagini
hanno sequestrato chili di
esplosivo tra cordite (esplosivo
impiegato anche per la
bomba atomica Little Boy) tritolo, ed Anfo (nitrato di
ammonio) e decine di chili di
pesce (spigole, cefali e salpe).

Il giro di affari della pesca di
frodo poteva fruttare anche
500 euro al giorno.
Guardia di Finanza e Capitaneria
di Porto hanno accertato
che da via Garibaldi a via
Cariati, sotto la pavimentazione
in legno e tra le reti
ammassate della banchina
pescherecci veniva nascosto
l’esplosivo(nella foto).
Una vera e propria santabarbara
a cielo aperto che metteva
in pericolo l’incolumità
dei tanti residenti della zona.
Il gruppo, poi, si sarebbe
specializzato nei furti su navi
civili e militari ormeggiate in
mar Piccolo.
Depredato anche l’incrociatore
Vittorio Veneto, dismesso
nel 2003. Trafugati radar,
computer di bordo, binocoli e
solventi rivenduti sul mercato
nero.

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