28 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Settembre 2021 alle 20:59:00

Cronaca

Processo Alias, tutte le condanne

Dieci imputati sono stati assolti


Processo Alias: ventidue condanne e dieci assoluzioni. La sentenza emessa dal tribunale presieduto dalla dottssa Patrizia Todisco. Ci sono pene più alte rispetto a quelle richieste dal pm. Sedici anni e mezzo a Raffaele Brunetti; quattordici anni a Pietro Cetera; sedici anni a Francesco Scarci; tredici anni e quattro mesi a Riccardo Vallin; dodici anni a Massimiliano Salamina; undici anni all’ex assessore Fabrizio Pomes (concorso esterno in associazione mafiosa); otto anni e quattro mesi a Calogero Bonsignore; otto anni a Sergio Cagali; sei anni e otto mesi a Moreno Rigodanzo; sei anni a Michele De Vitis; cinque anni a Francesco Leone e Leo Mollica; tre anni e quattro mesi a Christian Buzzacchino e Gianpiero Di Carlo; tre anni ad Angelo Di Carlo; due anni e tre mesi a Giuseppe D’Andria; un anno e quattro mesi al 29enne Cosimo D’Oronzo; un anno a Tommaso Lunigiano e a Egidio Bianchi; sei mesi a Giovanni Perrone e a Vladimiro Viola. Assolti Armando Crupi e Luigi Morelli, difesi dall’avvocato Andrea Salinari; Giovanni Geri, assistito dall’avvocato Giuseppe Sernia; Anna Pia Albano, Rosa Cardellicchio, il 44enne Cosimo D’Oronzo, Francesco D’Angela, Rosario D’Oronzo, Josè Oduver Polo, Giorgio Saponaro. Gli imputati sono stati giudicati con il rito ordinario.
Alla sbarra elementi di spicco della mala storica che si sono attivati per il controllo del territorio. L’operazione “Alias” è scattata al termine di una lunga attività investigativa condotta dagli agenti della questura coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia. Grazie alle intercettazioni telefoniche gli investigatori hanno individuato luogotenenti e affiliati della organizzazione criminale che aveva imposto il pizzo a commercianti della città. A ottobre del 2014 la polizia ha eseguito 52 ordinanze di custodia cautelare. Vecchie glorie della mala tarantina, recentemente uscite dal carcere, si stavano riorganizzando con le nuove leve per spartirsi gli affari del crimine.

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