23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 12:23:14

Cronaca

Ferrante “esautorato”. Battaglia a settembre


TARANTO – Le motivazione del Riesame, depositate ieri, hanno messo un punto fermo nella complessa vicenda che ruota attorno all’Ilva ed all’inquinamento di Taranto. Cosa succede, adesso, sul fronte del futuro dell’acciaieria più grande d’Europa? In primo luogo, sono già fissati i prossimi appuntamenti sul versante giudiziario del ‘caso Ilva’. Il 28 agosto i giudici dell’appello devono decidere sul ricorso dell’azienda in merito all’esclusione del presidente Bruno Ferrante da custode amministrativo degli impianti. Quindi, il 18 settembre, i magistrati saranno chiamati ad entrare nel merito delle ordinanze del gip Patrizia Todisco del 10 e 11 agosto, sullo stop alla produzione e sul ruolo dei custodi.

Sulle motivazioni del Riesame ha già fatto sentire la sua voce lo stesso Ferrante: queste “chiariscono il senso del dispositivo individuando un percorso ragionevole e di buon senso. In particolare il Tribunale del Riesame attribuisce importanza al coinvolgimento dell’azienda accanto ai custodi definendo precise responsabilità. Tale percorso permette all’Ilva di non chiudere gli impianti e ci convince, una volta di più, della necessità di accelerare i processi di innovazione tecnologica e riduzione delle emissioni inquinanti. In questo senso ricordiamo che l’azienda ha rinunciato ai ricorsi che avrebbero rallentato il processo di approvazione della nuova Aia. Va ribadita la massima collaborazione con tutte le autorità, governo e istituzioni locali comprese, per il raggiungimento di un obiettivo, quello della salvaguardia della salute, dell’ambiente, del lavoro e dell’impresa che è patrimonio di tutta la collettività”. L’azienda, comunque, dovrebbe presentare ricorso in Cassazione. Da parte loro, Confcommercio, Coldiretti e C.l.a.a.i. hanno diramato una nota congiunta: “Le risorse per la bonifica destinate dallo Stato e dall’Ilva sono irrisorie e non rappresentano nulla rispetto ai guasti che questo territorio ha subito e continuerà a subire”.

Giovanni Di Meo

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