29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2020 alle 16:10:37

Cronaca

Lavoratori in bilico

La Fisascat Cisl scrive al prefetto: Subito un tavolo


TARANTO – E’ necessario salvaguardare il diritto al lavoro dei 18 ex lsu impiegati nel “protocollo informatico” della Provincia.
Continua a non registrare riscontri la richiesta di un vertice presso gli uffici della Regione Puglia, formulata della Fisascat Cisl Taranto Brindisi successivamente all’attivazione del tavolo tecnico, a fine maggio scorso tra Provincia di Taranto e sindacati, dove emerse l’orientamento del presidente Martino Tamburrano a ricercare una soluzione occupazionale definitiva per i 18 lavoratori del Protocollo informatico, in vista della scadenza degli ammortizzatori sociali,
E’ per questo che con una recente nota al prefetto di Taranto, allo presidente della Provincia e per conoscenza all’Agenzia del Lavoro controversie collettive provinciale e alla Regione, la Fiscascat ha chiesto di «istituire un tavolo presso il Palazzo del Governo idoneo a risolvere positivamente la posizione dei lavoratori coinvolti. Si tratta di lavoratori – assicura il segretario generale Antonio Arcadio – dalle competenze e professionalità acquisite in oltre un decennio di lavoro nel settore pubblico e di risorse che sarebbe insensato disperdere, perciò chiediamo che sia garantito il loro diritto al lavoro. Nel 2001 la Provincia di Taranto avviò due piani d’impresa, uno sul protocollo informatico per 18 ex Lsu e un altro sulla informatizzazione degli archivi con 10 ex Lsu, con scadenza 2006. A seguito di gara d’appalto, a maggio nel 2009 essa aggiudicò i medesimi servizi unificando i due piani d’impresa. A gennaio 2012, la Provincia comunicò che alla scadenza del contratto (maggio 2013), lo stesso servizio sarebbe stato internalizzato senza che ai lavoratori fosse fornita una risoluzione al proprio stato occupazionale e, così avvenne.
Ora, però, a seguito della cessazione del servizio, gli ammortizzatori sociali di cui hanno beneficiato scadono questo mese. Non vorremmo che, alla fine – conclude Arcadio – fossero proprio questi lavoratori e le rispettive famiglie a dover pagare un prezzo sociale altissimo, perciò sollecitiamo con forza la pubblica amministrazione a manifestare coerenza assecondando la loro sacrosante rivendicazioni».

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