06 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Agosto 2021 alle 00:03:00

Cronaca

Altro che turismo. Vincono gli abusivi

La provocazione mette in risalto il degrado della città e della provincia


TARANTO – «Puntiamo tutto su Ilva, Eni e discariche».
è la provocazione lanciata da Made in Taranto che mette in evidenza le situazioni di abusivismo, incuria e degrado della città ma anche della provincia. «Sono sconcertato. Peggio di così non poteva andare. Ed io che mi ero illuso che avremmo fatto qualche passo in avanti. E’ questa un’estate da dimenticare. Da Chiatona a Torre Ovo (e forse anche oltre), assisto (quasi) impotente ad un territorio abbandonato a se stesso, devastato, in ginocchio. Da Chiatona a Torre Ovo è tutto un susseguirsi di camper non autorizzati, improbabili operatori dello street food, immondizia, sciatteria, assenza di controlli, strade dissestate, occupazioni abusive, parcheggiatori taglieggiatori, caos. A questo punto, mi pare inutile parlare di turismo. Si punti tutto su Ilva, Eni e discariche – affermano provocatoriamente dall’associazione dei commercianti. Non riesco a comprendere le ragioni di tutto questo sfacelo. Non posso credere che la politica parli oggi di turismo solo in occasione dei protocolli di intesa, dei grandi eventi. Qualche giorno fa è stato firmato il protocollo per la creazione del distretto del turismo. Una nota positiva in mezzo a tanto oblio. Ma mi chiedo cosa serva un distretto del turismo a fronte ad un territorio tutto da rifare? A che serve un distretto del turismo se non ad attrarre finanziamenti per la promozione territoriale? E a chi o a cosa gioverebbe promuovere un territorio disseminato di abusivi, strade colabrodo, caos, sporcizia, degrado, discariche, inquinamento, odori nauseabondi già all’ingresso della città? – s’interrogano da Made in Taranto. Trovo inutile continuare ad operare in questo modo. Trovo sciocco continuare a navigare a vista. C’è bisogno di guardare al territorio ripartendo dai veri problemi.Dalle cose più elementari: pulizia, strade, controlli, organizzazione, decoro. Siamo disposti a collaborare. Siamo disponibili a dare una mano alla politica a risolvere questioni ataviche. E come sempre, lo facciamo con spirito imprenditoriale. Desideriamo continuare a guardare a questo territorio come ad un’opportunità incredibile per tutti. Ma dobbiamo cambiare rotta. Dobbiamo ripartire da un piano strategico che analizzi le vere problematiche prima di ufficializzare slanci ed entusiasmi che poi finiscono per dissolversi nel nulla».
Secondo Made in Taranto si deve ripartire da «una strategia che tenga conto di tutto, compresa la concorrenza dei territori confinanti e di ciò che hanno fatto comuni di paesi come la Croazia o la Slovenia. Si riparta dalla concretezza delle cose.
Si ricominci ad esempio dalla pulizia delle spiagge. Da un lato è possibile attivare un protocollo ordinario con il tribunale di Taranto per l’affidamento di lavori di pubblica utilità a chi è stato condannato per reati minori. Da un altro, è possibile avvalersi della giustizia riparativa e favorire progetti di inclusione sociale. In pratica, per i reati previsti dal Codice della Strada (guida in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti), è previsto che la pena detentiva e pecuniaria possa essere sostituita con lavori di pubblica utilità. Essi sono realizzati presso Enti locali o associazioni che hanno sottoscritto una convenzione con il Tribunale di Taranto. Gli enti ed associazioni mettono a disposizione un numero variabile di posti disponibili che sono regolarmente utilizzati a questo scopo. I lavori di pubblica utilità possono consistere nella prestazione di opera materiale o intellettuale, quali, ad esempio, i servizi di manutenzione del verde, o di assistenza alla persona, o di collaborazione alle attività degli enti, quali quelli svolti, in passato, dagli obiettori di coscienza; unico onere a carico dell’ente convenzionato è la copertura assicurativa Inail, per gli enti locali, o volontaria per gli altri enti. Sulla questione dei controlli – conclude Made in Taranto – si lanci l’appello ai tanti cittadini che si sentono abbandonati a sé stessi. Questi possono diventare sentinelle coperte da anonimato. E possono collaborare con i Comuni per il presidio del territorio. Si collabori con chi di marketing se ne intende».

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