29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2020 alle 16:10:37

Cronaca

Ha colpito con un cacciavite, era già stato denunciato

Sul caso anche un'interrogazione parlamentare


La svolta nel caso della tragica aggressione al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata.
Nella tarda serata di mercoledì, i poliziotti dalla Squadra Mobile ha dato esecuzione al provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Taranto nei confronti di Giovanni Maggio, 42 anni, tarantino, pregiudicato, gravemente indiziato per tentato omicidio aggravato e porto in luogo pubblico di strumenti atti ad offendere. L’uomo è stato prelevato dalla sua abitazione al rione Tamburi.
«L’attività di indagine, condotta in relazione alle lesioni gravissime riportate ieri da una anziana donna di 73 anni mentre si trovava sotto osservazione presso il pronto Soccorso dell’Ospedale Ss Annunziata di Taranto, ha consentito di acquisire gravi elementi a carico del fermato, ritenuto responsabile di aver compiuto atti diretti in modo non equivoco a cagionare la morte della predetta donna, colpendola alla tempia destra e conficcandole in profondità nel cranio un oggetto contundente sottile e acuminato provocandole così un vastissimo ematoma cranico, con l’aggravante di avere approfittato di circostanze di tempo, luogo e persona, in relazione all’età avanzata e allo stato patologico della vittima» spiega la Questura in una nota. Proprio presso la sede della Questura si è tenuta una conferenza stampa (foto studio Renato Ingenito).
«La fase della violenta aggressione alla donna la si è di fatto ricavata dalla visione di alcune telecamere presenti all’interno della struttura – è stato spiegato – che hanno consentito di ricostruire seppure solo in parte gli spostamenti del fermato, ma che una volta messi in strettissima correlazione logico-temporale con gli eventi ricostruiti mediante le dichiarazioni rese da alcuni persone presenti nelle immediate vicinanze della stanza ove giaceva la vittima, hanno consentito in ultimo di addebitare all’uomo la responsabilità per l’avvenuta aggressione». Maggio, «disteso su un fianco in una delle salette di attesa, dopo essersi improvvisamente svegliato, e dopo aver mimato ripetutamente il gesto di colpire con violenza qualcuno, è uscito velocemente dalla stanza in cui si trovava, con la mano sinistra nella tasca del suo Gilet (la medesima tasca dove si è potuto ricostruire era solito occultare un cacciavite), portandosi all’interno della sala, poco distante, in cui giaceva la donna, e dalla quale poi, rapidamente si è allontanato per recarsi presso la saletta del triage e raggiungere poi l’uscita del Pronto Soccorso, allontanandosi definitivamente».
Proprio in merito all’uso del cacciavite nell’aggressione, dalla Questura arriva un dettaglio fondamentale: «La ricerca di atti contenuti nel fascicolo personale dell’indagato ha consentito di rinvenire una traccia storica certa al riguardo, avendo la moglie di quest’ultimo sporto, nel 2008, una querela in cui rappresentava di avere subìto proprio dal marito un’aggressione con un cacciavite». Indosso al fermato soni stati anche ritrovati una serie di documenti, «da lui gelosamente custoditi in tasca» relativi a precedenti denunce da lui sporte nei confronti di una serie di persone per presunte aggressioni e minacce subite, ed in relazione alle stesse, una serie di schede di accesso al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Taranto, dove Maggio si era recato allo scopo di farsi refertare. L’uomo ora è in carcere; la vittima è gravissima. Sulla vicenda si registra una dura nota di Uil e Uil Flp: quanto accaduto colloca definitivamente, per il sindacato, «il nosocomio tarantino tra le situazioni ad altissimo rischio. Un evento che sorprende solo per la sua terribile crudezza, ma non giunge, sicuramente, inatteso, improvviso: le avvisaglie si erano abbondantemente manifestate in più circostanze. E’ necessario a questo punto ricordare i ripetuti episodi di aggressione fisica e verbale cui quotidianamente medici ed infermieri sono sottoposti, forse, perché unicamente colpevoli di lavorare presso il Ss Annunziata. Siamo, oggi, a commentare la più grave delle situazione mai verificatasi, punta dell’iceberg delle aggressioni sommerse e non fatali, che ci ha fatto assurgere agli onori della cronaca nera nazionale. Abbiamo più volte ricordato alla direzione strategica della Asl, senza mai essere ascoltati, che la situazione del Ss Annunziata soprattutto, è a dir poco esplosiva in quanto priva di qualsiasi forma di sicurezza che tuteli gli operatori. Il posto di polizia da “fisso” è diventato “mobile” con orari di ufficio ed allocazione al di fuori del Ps stesso, che a Taranto, come ovunque, rappresenta una “zona rossa ad alto rischio”. I vigilanti, anche loro carenti numericamente, nella migliore delle ipotesi svolgono un ruolo di mera portineria. Ritorna, e questa volta in forma drammatica, il tema delle carenze di personale e delle dissennate azione di razionalizzazione dell’offerta sanitaria, che oggi hanno toccato il loro punto di criticità massimo. Spetta, ora, alla Direzione Generale assumere quei provvedimenti, questa volta anche a tutela dei propri dipendenti, che fino ad ora sono stato l’ultimo dei problemi della direzione strategica. Questa volta, al di là dei risvolti di natura penale già all’attenzione degli inquirenti, non si potrà negare l’evidenza di una situazione sanitaria che, senza mezzi termini, abbiamo definito da terzo mondo, indegna di una comunità civile».

L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE – “Ho appreso con sconcerto della donna 73enne ridotta in fin di vita in seguito ad un’aggressione subita all’interno del Pronto Soccorso dell’Ospedale Santissima Annunziata di Taranto. A tal proposito, presenterò un’interrogazione in commissione parlamentare, indirizzata al Ministro dell’Interno”. È quanto dichiarato dall’onorevole Ludovico Vico, in seguito al fatto di cronaca che ha visto un’anziana ricoverata presso il pronto soccorso del nosocomio ionico, essere colpita gravemente al capo. Ad accorgersi dell’accaduto, è stato il figlio della pazienza che ha notato una profonda ferita sanguinante alla testa della madre.
“Il reparto di Pronto Soccorso – evidenzia Vico – è una vera zona di frontiera e spesso è teatro di violenze anche ai danni degli stessi operatori sanitari. Quello del Santissima Annunziata, da fonti ufficiali, è un reparto che conta in media 250 accessi al giorno, servendo un bacino di utenza di circa 300mila persone. Ciò accade a causa della decisione da parte dell’Asl di Taranto, in accordo con l’assessorato regionale alla Sanità regionale, di chiudere il Pronto Soccorso del Moscati di Statte e del San Marco di Grottaglie”. “A quanto dato sapere – continua il parlamentare ionico -, la sicurezza all’interno del Ss Annunziata, può contare su un sistema di videosorveglianza interno, di un vigilante armato notturno e della presenza di un posto di Polizia dalle 8:00 alle 20:00; dopodiché, in caso di necessità, interviene la volante presente in zona. In detta circostanza, la telecamera posta nella stanza della donna aggredita era l’unica non funzionante. Solo grazie alla solerzia e alla professionalità degli investigatori, è stato possibile individuare il colpevole in meno di 24 ore”.
“Purtroppo – rileva ancora il deputato del Pd – a causa della carenza di personale, il Commissiariato Borgo, può contare su sole 16 unità, invece delle 34 previste. Ciò evidenzia la necessità di avere sistemi di sorveglianza più efficaci a tutela di pazienti e operatori. Ed è per questo che chiederò al Ministro dell’Interno, quali iniziative intenda assumere al fine di predisporre la presenza di uno specifico posto di polizia h24 all’interno del reparto di Pronto Soccorso del Ss Annunziata”. “Se è vero, come dichiarato dal direttore generale dell’Asl di Taranto Stefano Rossi, che l’accaduto avrebbe potuto verificarsi in qualunque altro luogo, pubblico o privato – conclude Vico – è altresì vero che, in questo caso, è avvenuto all’interno di un luogo in cui ci si dovrebbe prendere cura della Persona, anche attraverso la garanzia di una condizione di sicurezza, che evidentemente il direttore generale ha fortemente sottovalutato. Quello avvenuto ieri, infatti, rappresenta Sì il caso più grave verificatosi fino ad ora, ma il Santissima Annunziata non è nuovo ad episodi di violenza ai danni soprattutto del personale medico ed infermieristico. Circostanza che dovrebbe far fortemente riflettere chi è preposto a garantire l’incolumità di chi lavora e di chi si rivolge per le cure ad una propria struttura sanitaria”

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