29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 22:09:00

Cronaca

Incontri decisivi per il futuro dell’azienda


TARANTO – Il giorno più lungo per il siderurgico di Taranto. Da una parte magistrati e custodi giudiziari, dall’altra azienda e sindacati: sono i protagonisti dei due vertici-fiume che hanno caratterizzato la mattinata sul fronte Ilva. Incontri ancora in corso, al momento di andare in stampa, cominciati pressochè in contemporanea, alle 11.30, e dai quali passa il futuro dell’acciaieria più grande d’Europa. In Procura in scena il faccia a faccia tra i pubblici ministeri che indagano sull’Ilva e i custodi-amministratori dei sei reparti a caldo del siderurgico sequestrati il 26 luglio scorso per disastro ambientale doloso.

Una riunione – cui partecipano anche i carabinieri del Noe di Lecce, che hanno condotto le indagini – che ha l’obiettivo di fotografare la situazione attuale dello stabilimento e di approntare un primo cronoprogramma di interventi da realizzare per mettere a norma gli impianti inquinanti. Presenti il procuratore Franco Sebastio, i pm inquirenti Giovanna Cannarile, Pietro Argentino e Mariano Buccoliero, e i custodi giudiziari nominati dal giudice per le indagini preliminari Patrizia Todisco: il commercialista Mario Tagarelli (per gli aspetti amministrativi) e gli ingegneri Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento (per quelli strettamente tecnici). In contemporanea, si è aperto il tavolo con il presidente della società, Bruno Ferrante, e i segretari provinciali di Fim (Mimmo Panarelli), Fiom (Donato Stefanelli) e Uilm (Antonio Talò) per fare il punto della situazione dopo il sequestro degli impianti. L’Ilva ha annunciato la disponibilità ad investire 146 milioni di euro, 90 dei quali già disponibili. Da parte loro, i sindacati hanno annunciato l’intenzione di chiedere “tempi rapidi e certi” per gli interventi che si vogliono realizzare con questi soldi.

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