15 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Gennaio 2021 alle 15:22:45

Cronaca

Processo e vendita: Ilva, un’estate calda

Arriva il no alla richiesta di ricusazione dei giudici togati


La Corte d’Appello ha
rigettato, dichiarandola inammissibile,
l’istanza di ricusazione avanzata
da alcuni legali degli imputati
del processo per il presunto disastro
ambientale causato dall’Ilva nei
confronti del neo presidente della
Corte d’Assise, Stefania D’Errico, e
del giudice a latere Fulvia Misserini.

I giudici della Corte d’Appello hanno
riscontrato un difetto di deposito di
documenti a corredo dell’istanza non
rilevando poi, nel merito, motivi di
incompatibilità trattandosi di questioni
già affrontate.
Il 21 luglio scorso analoga decisione
era stata assunta dal presidente del
Tribunale Franco Lucafò, a cui i due
giudici togati avevano rimesso ogni
valutazione. I ricorrenti sono stati
anche condannati al pagamento
delle spese.
Erano stati alcuni difensori nell’udienza
del 12 luglio scorso a mettere
in dubbio la serenità e la libertà di
giudizio dei due giudici, eccependo
questioni legate all’insediamento
del giudice Stefania D’Errico al posto
del giudice Michele Petrangelo
prima che questi vada in pensione
per raggiunti limiti d’età (2 agosto);
al fatto che il giudice D’Errico sia
residente in uno dei quartieri considerati
più inquinati e risulterebbe,
per questo, potenzialmente parte
offesa, e all’adesione del marito
della giudice a un gruppo Facebook,
risalente al 2012, chiamato ‘Profumo
di Ilva’. Al giudice a latere Misserini
i difensori chiedevano invece di
astenersi per la sua frequentazione
sporadica con un teste d’accusa del
processo.

Un nuovo capitolo di un processo che
sta riservando più di qualche aspra
stoccata polemica tra i vari attori.
Ma oltre al versante giudiziario, c’è
quello economico e politico.
“L’Ilva continua a rappresentare
per Taranto e per i tarantini motivo
di rischio e paura, sia dal punto
di vista ambientale che sanitario.
Non bastano fumo e polvere a dare
inquietudine ai cittadini, in questi
giorni di piena estate in riva al mare
è arrivata anche la schiuma, che
ha raggiunto lo ionio attraverso il
canale 1, direttamente dagli stabilimenti.

Mentre l’azienda afferma di volere
effettuare opportuni accertamenti,
e mentre ci auguriamo che l’ASL ne
voglia fare autonomamente altri, è del tutto evidente come l’acciaieria
sia una vera e propria bomba ad
orologeria, pronta a deflagrare sulla
città”, lo dice l’onorevole Vincenza
Labriola di Forza Italia, componente
della commissione Ambiente alla
Camera dei Deputati.
“I commissari straordinari ci spieghino
in tempi rapidi i motivi
dell’accaduto non sottacendo alcunché
e si assumano le proprie
eventuali responsabilità – prosegue
Labriola –. E’ evidente a noi tutti
come gli impianti dell’Ilva siano
vetusti e precari. Ben sappiamo che
insieme alla sicurezza dei lavoratori
dell’azienda è a rischio la salute dei
cittadini. Non sia aggiunga a tutto
questo inferno anche la mancanza di
sicurezza per i bagnanti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche