Cronaca

Confessione choc di Stefàno: “Dopo il Comune mi ritiro”


TARANTO – “Penso che sia giusto chiudere questa parentesi a fine mandato. Darò spazio agli altri. Continuerò a seguire la politica da un punto di vista culturale ma voglio tornare a fare il medico”. Dal caso Ilva alla composizione della Giunta, passando dall’impegno politico. Intervista ad ampio raggio con il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno che annuncia l’addio alla politica al termine del mandato. Allora sindaco, ha avuto modo di rilassarsi qualche giorno? E’ andato in vacanza? “Ma quale vacanza. Non mi sono riposato neanche per un’ora”. Il solito stakanovista… “Sì, uno stakanovista che alle dieci di sera crolla. Infatti, dopo le 21, non accetto mai inviti. Impossibile riposarsi andando in vacanza con una città afflitta da tanti problemi, oltre a quello imponente relativo all’Ilva”.

Appunto, qualche giorno fa ha posto la sua firma in calce ad un’ordinanza che vieta l’accesso in alcune aree a verde del quartiere Tamburi perché inquinate. Non è il primo provvedimento in questo senso per il rione periferico. Un paio di anni fa, a tenere banco, fu l’allarme berillio. “Quell’altra ordinanza era basata sul rilevamento di eccessi di berillio. I tecnici avevano dichiarato la pericolosità delle aree. Il Rup aveva già fatto la gara per la bonifica ma ad un certo punto, il direttore generale dell’Arpa Assennato ha scritto che quei dati non destavano pericolosità. Abbiamo sentito anche il ministero della Salute, anche loro ci hanno detto che non c’erano problemi ma dovevamo effettuare approfondimenti. Da quelle ulteriori analisi si evince che ci sono tanti inquinanti. Una circostanza che ha spinto i tecnici ha dichiarare quelle aree a verde impraticabili”. Quindi c’è pericolo per gli abitanti dei Tamburi? “Durante gli incontri istituzionali abbiamo sollecitato le bonifiche ma ovviamente non è che una famiglia va a fare una passeggiata in quella zona e muore. Il pericolo c’è e va vietato l’accesso con una ordinanza”. Restando sul caso Ilva, abbiamo avuto modo di notare, leggendo ed ascoltando gli interventi del mondo politico-istituzionale, sia a livello locale che nazionale, che praticamente tutti dicono la stessa, identica, cosa: “Tutelare la salute e salvaguardare l’occupazione”. Un assunto troppo riduttivo anche per chi vuole continuare a tenere due piedi in una scarpa. Ci aiuta a capire come è possibile coniugare salute e ambiente? “La questione è delicata. Dopo anni di governo della città sono arrivato ad una conclusione: si poteva fare ma non si è voluto agire. Mi spiego: quando ho fatto l’ordinanza per abbassare i livelli di benzo(a)pirene è stata bocciata dal Tar. Quando ho fatto l’ordinanza sui controlli in continuo mi è stato risposto che era impossibile agire in un mese eppure mi dovevano solo dimostrare che i lavori erano iniziati. Adesso, con l’imposizione positiva della Magistratura, avremo l’abbassamento dei livelli di benzo(a)pirene, i campionamenti in continuo e la copertura dei parchi minerali”. Ma secondo lei è perseguibile la strada che porta al blocco degli impianti? “Se i tecnici diranno che sarà necessario fermare gli impianti io dirò di sì, purché a pagare non siano i lavoratori. Questo principio è sacrosanto. Paghi lo Stato o i responsabili”. E sul fronte politico? Ci sono novità? Lei aveva promesso che entro settembre avrebbe completato la Giunta. “Ho fatto degli incontri anche se sto dedicando il 99% del mio tempo ai problemi della città. Confermo che per settembre completerà la squadra”. Ci sono dei nomi? “Per ora no. I nomi non sono importanti. Se rifiuta uno, accetterà un altro”. Da quanto tempo non sente Pelillo? I rapporti tra lei e l’assessore regionale al Bilancio sembrano essersi raffreddati dopo le elezioni. “Ci siamo incontrati un mesetto fa. Abbiamo discusso con correttezza e cordialità. Non c’è alcun problema”. Ha mai pensato alle prossime elezioni politiche come ad un “paracadute”? “In che senso?”. In caso si inasprissero le divergenze di vedute all’interno della sua maggioranza potrebbe pensare di mollare tutto e candidarsi per uno scranno in Parlamento… “Non ho interessi, nè ambizioni personali. Nella vita bisogna avere la capacità di cedere il passo agli altri per questo non intendo candidarmi nè alla Regione, nè al Parlamento”. Ci sta dicendo che dopo questo mandato lascerà la politica? “Penso che sia giusto chiudere questa parentesi dando spazio agli altri. Magari continuerò a seguire la politica da un punto di vista culturale ma voglio tornare a fare il medico”. Cosa pensa invece dell’ipotesi riguardante la “lista di sindaci” a sostegno della coalizione di centrosinistra alle prossime Politiche? “Credo si tratti di un palliativo. I sindaci godono di un consenso personale. E’ impensabile trasferire questo consenso verso altri lidi. Credo che questa proposta si trasformerà in una grossa delusione”.

Fabio Mancini

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