21 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 16:57:00

Cronaca

Migranti a Paolo VI? Solo un falso allarme

Quell’edificio è in pessimo stato e la sua destinazione d’uso resta per uffici


Non ci sarà alcuno “sbarco” di migranti al Centro direzionale Mar Piccolo, al quartiere Paolo VI.

Dopo le tensioni di ieri sotto la torre in Piazza Tedesco dove si riteneva dovessero essere accolti i migranti, è la stessa società proprietaria dell’edificio a fare chiarezza. «Quello stabile – spiega a TarantoBuonasera Stefano De Paola, amministratore della società Impresa di Puglia – non è destinato in alcun modo ad ospitare migranti. La destinazione d’uso dell’edificio è per uffici e il nostro programma è quello di utilizzarla per uffici privati. Oltretutto, allo stato manca il certificato di prevenzione incendi, non ci sono gli allacciamenti alla rete idrica e alla rete elettrica, hanno rubato tutto: dall’ascensore ai pavimenti. Vogliamo rassicurare gli abitanti della zona: anche se siamo stati contattati da alcune cooperative sociali, quella torre, una volta ristrutturata, ospiterà solo uffici».

L’allarme quindi è rientrato. «In effetti, in commissione assetto del territorio del Comune – conferma il consigliere comunale Emanuele Di Todaro, che presiede quella commissione – non è mai arrivata alcuna proposta per cambiare la destinazione d’uso di quell’edificio che, quindi, in alcun modo può essere trasformato in un centro di accoglienza. Era e resta una torre per uffici. In questo momento bisogna riportare tutti alla calma ed evitare di gettare benzina sul fuoco». Voci incontrollate, infatti, accompagnate da scarsa informazione e forse da qualche tentativo di strumentalizzazione, avevano messo in allarme famiglie e commercianti del Centro direzionale. Tanto è vero che per lunedì 27 marzo era già stata chiesta autorizzazione alla Digos per tenere una manifestazione di protesta. Forse una tempestiva comunicazione istituzionale avrebbe evitato sul nascere ogni allarmismo.

Il silenzio delle istituzioni ha finito per alimentare dubbi, equivoci e paure che hanno hanno avuto come conseguenza quella di riversare sui disorientati cittadini di Paolo VI l’accusa di razzismo. Una bestemmia, dal momento che il quartiere da anni accoglie decine e decine di migranti. Il timore era uno solo: concentrare un centinaio di immigrati nello stesso edificio all’interno di un contesto già di per sè problematico, avrebbe significato creare un ghetto, una bomba sociale pronta ad esplodere. Esattamente come in via Plinio, dove però davvero il palazzo degli ex uffici comunali è stato indicato come sede per ospitare migranti da una delle cooperative che hanno partecipato ai bandi pubblicati dalla prefettura.

Proprio ieri scadeva il termine per partecipare ai due bandi: uno da quasi 19 milioni di euro per ospitare 1.835 richiedenti protezione internazionale e l’altro da oltre 3 milioni di euro per accogliere 300 minori stranieri non accompagnati. In totale 2.135 persone da sistemare in tutta la provincia. A Tarantocittà la parte più consistente: 711 adulti e 139 minori. Nel frattempo, però, la prefettura, visti il «massiccio flusso di arrivi» e quindi l’urgenza di assicurare ospitalità, ha proveduto ad avviare una procedura negoziata per ospitare 420 migranti. L’importo dell’appalto è di 749mila euro. La gara si è chiusa e la prefettura sta procedendo all’aggiudicazione. Ci ritroveremo con una bomba sociale pronta ad esplodere in via Plinio o prevarranno buon senso e attenzione per la sicurezza e l’ordine pubblico? La risposta sarebbe scontata. Tuttavia, mai dire mai. Nei prossimi giorni sapremo come andrà a finire.

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