Cronaca

«Io, disabile, costretta a scendere dal bus»

Disavventura per una coppia di coniugi


TARANTO – Costretti a scendere dall’autobus perchè non avevano spiccioli ma “solo” banconote per pagare i biglietti.
Mentre non accenna ad arrestarsi la polemica che ruota attorno ai disservizi causati agli utenza a seguito dello stop temporaneo del servizio idrovie gestito dall’Amat (ne parliamo nella pagina accanto), l’azienda che si occupa del trasporto pubblico rischia di finire al centro delle polemiche anche per un altro caso.
A segnalarci la disavventura è stata la signora Lucia S., disabile, residente a Leporano, che giovedì scorso è tornata in riva ai Due Mari dopo un lungo periodo di vacanza in Austria. «Alle nove del mattino, io e mio marito, siamo arrivati al termial bus del porto mercantile – si legge nella lettera inviata alla nostra redazione. Siamo scesi da un autobus extraurbano stanchi e carichi di bagagli. Per me è stata davvero dura perchè sono invalida e soffro di una serie di patologie e problemi legati alla deambulazione. Anche per questo, quando abbiamo visto arrivare il bus dell’Amat numero 14 abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Siamo saliti ed immediatamente abbiamo chiesto all’autista due biglietti ma ci ha risposto che era sprovvisto di titoli di viaggio. In ogni caso, ci ha rassicurato dicendoci che nel caso in cui fossero saliti dei controllori avremmo avuto la possibilità di acquistarli da loro. Infatti, dopo qualche fermata, sul bus sono saliti alcuni controllori che però non hanno potuto soddisfare la nostra richiesta perchè non avevano resto in cambio della nostra banconota. Abbiamo quindi provato a raccogliere le monete in nostro possesso – racconta la signora Lucia S. – ma, nostro malgrado, siamo riusciti a racimolare soltanto 2,70 euro contro i 3 euro richiesti. è stato a quel punto che siamo stati invitati a scendere dal bus. A loro dire avremmo anche dovuto ringraziarli perchè non ci avevano multato. Siamo scesi dall’autobus e, sotto un sole cocente, carichi di bagagli, ci siamo attivati per raggiungere Leporano». A chiudere la lettera una considerazione che giriamo all’Amat ed all’Amministrazione comunale: «se al nostro posto ci fossero stati dei turisti, che immagine avremmo dato della nostra città?». A questo punto sarebbe il caso di organizzare diversamente la vendita ed il pagamento dei biglietti, ad esempio utilizzando gli stessi parcometri per la distribuzione dei titoli di viaggio degli autobus.

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