19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 22:59:00

Cronaca

Incubo discarica, «Noi prigionieri in casa»

Il caso della “Vergine” tiene banco


LIZZANO – «A quattro anni dal sequestro
della discarica Vergine, con
il processo in corso contro i gestori
– nel quale la nostra associazione AttivaLizzano
si è costituita parte civile
– nell’attesa di capire con quali fondi
si potrà avviare la bonifica del sito,
una cosa è certa: nelle notti di questa
caldissima estate i cittadini hanno
dovuto tenere le finestre chiuse per
attutire gli effetti nefandi dell’acido
solfidrico provenienti da una discarica
in totale abbandono situata a pochi
chilometri dal paese».
È quanto raccontano i militanti di
AttivaLizzano.

«L’ordinanza provinciale del 31 marzo
2017 ha individuato nei gestori della
discarica i responsabili dell’evento di
superamento delle Csc (concentrazione
soglia di contaminazione) per le acque
di falda della discarica Palombara e
ordinava a questi e ai proprietari dei
terreni su cui insiste la discarica di
mettere in atto, senza indugio, le
necessarie misure di prevenzione e di
messa in sicurezza affinchè vengano
rimosse le fonti che hanno prodotto il
superamento delle Csc. Ma la società
Vergine, ormai in stato fallimentare ,
non potrà far fronte alle ingenti somme
necessarie alla messa in sicurezza,
tanto più, come più volte pubblicato,
non si possono utilizzare le fideiussioni
previste per la post-gestione perché
inspiegabilmente liquidate dalla Provincia
di Taranto; i proprietari del terreno
su cui insiste la discarica, avendo
impugnato l’atto della Provincia al Tar
di Lecce, godono della temporanea
sospensiva di questi».

«Non possiamo rimanere in silenzio
di fronte a questo stallo e per questo
continueremo nella nostra azione di
informazione verso i cittadini , di
confronto con le Istituzioni e con
chiunque abbia un ruolo nella politica
attiva , consapevoli del fatto che la
soluzione del problema discarica sia
essenzialmente di natura politica»
continua AttivaLizzano. «In un incontro
con l’avvocato Nevoli, nostro
difensore nel processo, sostenitore
delle nostre battaglie e consigliere
comunale di opposizione al Comunale
di Taranto, abbiamo acquisito importanti
informazioni sulla possibilità di
attingere ai fondi regionali destinati
proprio alla bonifica dei siti inquinati .
Abbiamo contattato il consigliere
regionale Borraccino, una delle poche
voci che in questo ultimo tempo si
esprime a favore dell’urgente bonifica
e totale chiusura della discarica, il
quale metterà in campo alcune azioni
di sua competenza.

Confidiamo in
una risposta positiva alla richiesta di
incontro con il Sindaco di Taranto,
richiesta già avanzata da AttivaLizzano
ma, ad oggi, senza alcun esito, al fine
di conoscere il percorso che questa
neo- amministrazione intende mettere
in atto, dato che la discarica insiste
su un’isola amministrativa del comune
di Taranto».
AttivaLizzano «fa appello a tutti i
politici, di qualunque colore, che
hanno a cuore la soluzione di questo
gravissimo problema, di fare fronte
comune avendo come unico obiettivo
la salute dei cittadini e la tutela di
un territorio così ferito anche per la
responsabilità di politici che negli anni
precedenti hanno dato priorità agli
interessi economici di pochi più che al
bene comune. Questo appello è rivolto
in primo luogo ai sindaci di Lizzano,
Fragagnano, Monteparano, Faggiano e
Roccaforzata , i primi a dover sentire
l’urgenza di rispondere , con i fatti, a
questo appello».

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