24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

Cronaca

Borsci, scade la proroga al gruppo Caffo

Il destino dell'elisir si gioca in queste settimane


Il destino della Borsci si gioca in queste settimane.

Il 22 aprile, infatti, scade la proroga che ad ottobre scorso il giudice fallimentare aveva concesso al gruppo Caffo, che da circa due anni, di proroga in proroga, assicura la produzione dell’elisir San Marzano. Cosa accadrà il 22 aprile? «Noi – spiega Antonio Trenta, segretario della Uila – vorremmo che finalmente si procedesse all’assegnazione definitiva. Certo, vediamo con favore la soluzione Caffo che in questi anni non solo ha garantito la produzione ma ha anche chiarito che, in caso di assegnazione definitiva, implementerà la produzione e lascerà a Taranto lo stabilimento produttivo e la sede legale. Questo comporta un vantaggio per il territorio, perché le tasse saranno pagate qui e non altrove».

L’altra cordata in campo per l’assegnazione è quella dell’Amaro Lucano, anche se indiscrezioni parlano di una perdita di interesse verso questa operazione. Attualmente la produzione non è certo da capogiro. Le incertezze sull’assegnazione impediscono oggettivamente la realizzazione di un piano di investimenti nello stabilimento sulla via per Martina Franca dove oggi sono impegnati circa dieci dipendenti. Dopo anni di vita travagliata e produzioni sospese a lungo, si spera in un definitivo rilancio dell’azienda fondata dalla famiglia Borsci nel 1840 nel piccolo comune di San Marzano di San Giuseppe. Orginari del Caucaso, i Borsci furono costretti a riparare in Albania prima di trasferirsi in Italia, a San Marzano, appunto, dove ebbe inizio la straordinaria storia dell’elisir orientale.

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