Cronaca

Grande attesa per il Presidente

La visita di Mattarella alla Pirandello


TARANTO – C’è grande attesa alla scuola Pirandello per l’arrivo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che il prossimo 18 settembre inaugurerà l’anno scoladtico proprio all’istituto del quartiere Paolo VI.
La notizia della visita di Mattarella era stata annunciata dalla dirigente dell’Istituto, Antonia Caforio, all’indomani del raid dello scorso aprile, quando due ragazzi devastarono le aule scolastiche. Come precisato dalla stessa preside, però, l’intenzione di Mattarella di inaugurare l’anno scolastico al quartiere Paolo VI era precedente all’atto di vandalismo. Da quel momento, comunque, sono iniziati i preparativi e lo studio delle misure di sicurezza per garantire alla manifestazione la migliore riuscita posisbile. Docenti e alunni sono impegnati al massinmo per accogliere il presidente della Repubblica. La manifestazione si svolgerà, per motivi di spazio, al plesso Falcone, nel cuore delle cosiddette “case bianche”.
Intanto, sulla visita di Mattarella si registra una nota polemica del comitato “Genitori tarantini”.
«Verrà, dunque, a Taranto – scrive il comitato – la città tristemente e brutalmente vandalizzata dallo stesso Stato italiano a colpi di decreti legge sparati come da una mitragliatrice dall’inesauribile caricatore. Verrà e, se saremo tanto fortunati da vedere un po’ di pioggia cadere prima del Suo arrivo, non dovremo neppure stendere il famoso tappeto rosso perché a Lei sarà dato di vederlo misto all’acqua».
«Verrà – prosegue la nota – sorvolando sul fatto che a Taranto il lavoro determina una riduzione, una messa in pausa di altri diritti dei tarantini a favore della produzione venefica e mortale di una grande industria cui tutto è stato concesso».
«Come Genitori tarantini vorremmo che Lei portasse con sé le sofferenze di un’intera provincia della Repubblica italiana, il numero delle morti e degli infortuni sul lavoro negli ultimi 50 anni, il numero dei morti, dei malati, dei disoccupati che la grande industria ha mietuto, dopo un’accurata semina di disinformazione e menefreghismo. Vorremmo poter credere ancora che il Presidente della Repubblica democratica italiana può, se vuole, indicare direttive atte ad interrompere questa costante ed insopportabile puzza di polvere, morte e malattie. Vorremmo che Lei tornasse a casa con gli occhi pieni della bellezza mozzafiato di Taranto e valutasse quanta potenzialità e quali opportunità offre questo territorio, perché la bellezza si può ferire, violentare, nascondere, ma mai potrà morire. Resisterà in eterno, vedendo abbruttire ancora di più l’inumanità di persone che avrebbero potuto fare e che non hanno fatto o, peggio ancora, che hanno fatto, pur nella conoscenza, con la consapevolezza di contribuire non al bene dell’Italia, ma al male di una parte di questa».
«Nel frattempo – chiude la nota – benvenuto a Taranto, Presidente, la città fondata dagli spartani sulla bellezza assoluta».

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