27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 20:41:00

Cronaca

I “tesori” di Taranto spacciati per leccesi

L’appello di Irene Lamanna, presidente dell’Associazione Taranto Turismo


“Non lasciamo
che la Puglia venga identificata
solo nel basso Salento.
L’ufficio marketing vigili e
intervenga”.

L’estate, dalle nostre parti,
dura molto di più, ma è inevitabile
che con l’arrivo di settembre
si faccia un po’ il punto
della situazione su com’è
andata la bella stagione
dal punto di vista turistico.
«Taranto quest’anno ha visto
una risalita e, finalmente, si è
parlato della nostra città non
solo per le attività legate ad
ambiente ed inquinamento. A
differenza del basso salento,
Taranto è stata meta di un
turismo di nicchia, se così
vogliamo chiamarlo. Non la
massa, ma gruppi di turisti,
per la maggior parte stranieri
(austriaci, russi, francesi,
svizzeri ed olandesi) che
portano pregio ed economia
alla città. E come sempre c’è
un ma».

A parlare è Irene Lamanna,
presidente dell’Associazione
Taranto Turismo, che
aggiunge «purtroppo i servizi
non sono ancora pronti ad
accogliere il turismo, quello
con la T maiuscola. Ufficio
marketing del territorio,
seppure insediatosi da poco,
deve porre attenzione a ciò
che ancora non va e porre
rimedio – va avanti Lamanna
-. Ma deve ancor più iniziare a vigilare sulla promozione
del territorio senza permettere
ad altri di appropriarsi
di nostre peculiarità e beni”.
Lamanna si riferisce in particolare
a degli oggetti che
in questi mesi sono circolati
nei negozi di souvenir del
basso Salento con monumenti
tarantini che riportavano la
scritta Lecce. «Se è pur vero
che l’errore sta in chi produce
il souvenir ed altrettanto vero
che da Taranto inizia il salento
e si definisce alto salento
(e per averne conferma basta
cercare litoranea salentina su
google o Wikipedia che cita:
è un importante collegamento
che unisce Lama a Leuca
costeggiando il mar Jonio)
l’ufficio marketing, che ha il
compito di vigilare e promuovere
il territorio, dovrebbe
intervenire e punire queste
sviste.

Se Taranto è l’ombelico
del Salento, per scommettere
sul turismo bisogna
puntare sulle professionalità
territoriali. Bisogna lavorare
in modo professionale e attento».

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