13 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Giugno 2021 alle 08:02:35

Cronaca

Cagnazzo: «Totalmente estraneo all’accaduto»

Parla l’uomo indagato per la lettera minatoria ad una giornalista


TARANTO – ”Apprendo dalla stampa con sconcerto ma con animo tranquillo, lo scempio e l’indecenza della notizia che mi riguarda e cercherò nei prossimi giorni non solo di capire ma di chiarire nelle sedi opportune la mia posizione, totalmente estranea nel merito dell’accaduto”.
A parlare è Michele Cagnazzo, indagato per la lettera minatoria ad una giornalista. “Magari questa puo’ sembrare un’autodifesa ma non lo è se si va a guardare oltre la becera notizia, ovvero nel merito, che nulla ha d’interesse pubblico se non un unico obiettivo: delegittimarmi -tuona Cagnazzo- nel merito ci ritornerò più avanti. Quello che mi preme però sottolineare da uomo, marito, padre e poi professionista, impegnato da circa vent’anni nella lotta alla criminalità organizzata e mi dispiace se qualcuno non lo abbia compreso, che l’obiettivo era fermarmi, fermarci. E’ notoria l’azione che stavamo svolgendo sul territorio in ambito antiracket e antiusura, abbiamo subito attacchi e abbiamo risposto in maniera inequivocabile ed incontrovertibile. Abbiamo cercato di risvegliare coscienze ponendo sul campo strategie contro racket e usura che qualcuno continua ad affermare che a Taranto questi fenomeni non esistono. Ritornando nel merito, qualcuno dovrà spiegarmi qiale interesse abbia avuto a disincentivare l’attività giornalistica in materia di mafia, usura ed estorsioni con a squallide minacce che non mi sono mai appartenute? L’attività della stampa e dei giornalisti rappresenta l’essenza del nostro stesso lavoro? Poi chiunque volesse inviare una minaccia credo che non lo farebbe entrando in una Posta munita di videosorveglianza e per di più facendo una raccomandata con nome e cognone e manoscrivendola? Questo credo che equivalga a fare una rapina e lasciare il proprio documento d’identità. Credo che tutti dovremmo porci questi interrogativi, come credo che non avessi bisogno di tale ingiustificata e becera pubblicita’- prosegue Cagnazzo. Preciso poi di non aver ricevuto alcuna revoca riguardo allo sportello antiracket. La mia storia di uomo è molto chiara, a torto o ragione. La mia storia è stata costellata di minacce di vario tipo e genere, ma ho sempre continuato mettendoci la faccia a rischio continuo della mia incolumità fisica (vedasi aggressione subita nel 2015) questo ne è un’incancellabile ed eterna testimonianza. Come diceva il compianto Giovanni Falcone: “Quando si entra in un gioco grande o ti ammazzano o ti delegittimano”. Intanto Casartigiani e Assomarmo precisano l’estraneità dell’organizzazione e dello sportello antiracket. “Atto vile e gravissimo contro la donna, mi sento di esprimere la mia profonda solidarietà alla giornalista alla quale sono vicina come donna prima di tutto, e nel ruolo istituzionale che ho come presidente di Casartigiani.” Questa la dichiarazione del presidente provinciale di Casartigiani Taranto Domenica Annicchiarico dopo aver appreso dai giornali la notizia della richiesta di rinvio a giudizio dell’ex responsabile dello sportello Antiracket che aggiunge: “Ci tengo a specificare che M.C. già da marzo 2017 era stato destituito dal suo incarico per diversa visione da parte della nostra organizzazione relativamente al funzionamento dello sportello e che lo stesso già dal momento della sua destituzione, non collabora più con la nostra organizzazione.
Inoltre ci tengo a precisare che lo sportello Antiracket, continua a svolgere la propria funzione in aiuto ed assistenza agli imprenditori vittima di tale piaga cosi come da ruolo istituzionale della Associazione e in linea con i Protocolli d’intesa e Accordi Quadro stipulati al livello ministeriale.”
Il presidente provinciale Annicchiarico tiene a precisare: “Confidiamo nell’operato della giustizia che possa portare alla luce i colpevoli di questo spregevole atto perpetuato nei confronti della giornalista e nei nostri, al fine di portare serenità a tutti i soggetti coinvolti. Comunichiamo inoltre che stiamo valutando con il nostro ufficio legale azioni, al fine di tutelare l’immagine di Casartigiani e di tutti i suoi associati. Anche il presidente di Assomarmo Casartigiani Federico Greco interviene sulla vicenda dichiarando: “ esprimo tutta la mia solidarietà alla giornalista per quanto accaduto e denunciato dal Quotidiano di Puglia, poiché feci parte di quella conferenza stampa di presentazione dell’ ufficio Anti-Racket, AssoMarmo si sente coinvolta , seppur indirettamente, nelle vicenda di cronaca. Dimostrando la propria estraneità alla vicenda si convocherà urgentemente, il consiglio direttivo di AssoMarmo nel quale si discuterà la possibilità di costituzione parte civile per il danno d’immagine arrecato all’Associazione che continua il suo lavoro di difesa delle piccole imprese del settore lapideo.”

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