19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Cronaca

Ilva, Pelillo accusa la classe dirigente. Florido: “Non sono io”


TARANTO – “Oltre a quella ambientale ed occupazionale c’è un’altra questione che, a mio giudizio, è meritevole d’attenzione. Mi riferisco alla questione morale, ovvero all’accondiscendenza della classe dirigente tarantina nei confronti dell’Ilva”. Nella sede del Pd di via Principe Amedeo cala il silenzio. Il brusio, che ha disturbato i relatori della conferenza stampa dei “democratici” sul caso Ilva, s’interrompe bruscamente non appena l’assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo solleva la “questione morale”. Al tavolo, oltre al capogruppo del Pd in Consiglio comunale Gianni Azzaro, al presidente del Consiglio comunale Piero Bitetti, al consigliere Enzo Di Gregorio, al responsabile Ambiente del Pd Giuseppe Stasolla ed al consigliere regionale Michele Mazzarano, spicca la presenza del presidente della Provincia Gianni Florido.

La “classe dirigente” sembra chiamare in causa anche il numero uno dell’Ente provinciale che arriva quasi a sorpresa nella sede del Pd e prende posto accanto a Mazzarano. “Non mi riferisco a ciò che è penalmente perseguibile – ha spiegato Pelillo – piuttosto all’accondiscendenza della politica nei confronti della grande industria. Non si tratta di morbosa curiosità ma se si è fatto poco, o se si è perso tempo, è perchè la classe dirigente tarantina si è dimostrata troppo accondiscendente nei confronti dell’Ilva e della grande industria. Bisogna andare sino in fondo – ha tuonato l’assessore. Può darsi che io sia l’unico ad essere interessato alla questione morale. In quel caso farò la mia parte”. Parole che suonano come un avvertimento: Se nessuno parla, parlerò io. Il presidente Gianni Florido, incalzato dai cronisti, ha rispedito al mittente eventuali accuse. Alla domanda: si sente chiamato in causa dalle dichiarazioni rilasciate da Pelillo? Ecco la sua risposta. “La Regione non è stata da un’altra parte. Nessuno si può chiamare fuori. Non mi sento chiamato in causa anche perchè, dal 2005 al 2012, ci sono stati atti condivisi e decisi all’unanimità da Provincia, Comune e Regione. Non c’è mai stato un solo atto che non sia stato condiviso da Stefàno, Vendola e Florido”. E sul ritiro della costituzione di parte civile nel procedimento contro l’Ilva: “Quel provvedimento è avvenuto dopo la chiusura delle batterie decretata dall’ordinanza comunale. La Giunta provinciale, chiamata a decidere, si è espressa a maggioranza. Solo Donatella Duranti votò contro”. Ma sulla questione morale è stato Michele Pelillo a chiudere il cerchio: “Se qualcuno ha sbagliato? Vedremo. Chi sono “i tredici” delle intercettazioni? Vedremo anche questo”.

Fabio Mancini

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